Detroit travolge Indiana: Reed perfetto, Pistons a quota 60 vittorie

Paul Reed
Paul Reed
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I Detroit Pistons chiudono la regular season con un’altra prova di forza offensiva, superando gli Indiana Pacers 133-121 e centrando la sessantesima vittoria stagionale, traguardo raggiunto solo per la terza volta nella storia della franchigia e non più toccato dal 2005-06. Paul Reed firma 26 punti con 6 rimbalzi, 3 assist e 3 stoppate, senza sbagliare un tiro dal campo (11/11) e con un perfetto 4/4 ai liberi, in una serata in cui l’attacco di Detroit viaggia vicino al 70% sia dal campo sia dall’arco nel primo tempo e indirizza subito la sfida.
Tobias Harris aggiunge 24 punti in minuti limitati, con un 9/12 dal campo e un 4/4 dall’arco che certificano la serata di grazia del reparto esterni, mentre Cade Cunningham flirta con la tripla doppia già all’intervallo e chiude con 7 punti, 8 rimbalzi e 14 assist, gestendo il ritmo più che cercare il canestro.
I Pistons, primi a Est, arrivano al successo numero tre di fila e al sesto nelle ultime sette gare, firmando anche il massimo stagionale di punti segnati in un primo tempo con 81, e costruiscono il margine decisivo con un avvio aggressivo che li porta sul 21-11 e con due parziali nel secondo quarto, un 13-0 e un 9-0, che valgono l’81-63 all’intervallo e il successivo 90-66 a inizio terzo periodo.

Dall’altra parte i Pacers chiudono un’annata complicata con 19 vittorie complessive, minimo storico per la franchigia in NBA, e trovano comunque punti da Obi Toppin e Quenton Jackson, entrambi a quota 21, in una gara in cui la differenza di qualità e motivazioni emerge fin dai primi possessi.
Prima della palla a due il pubblico ascolta le parole di Tyrese Haliburton, All-Star fermo per l’intera stagione dopo la rottura del tendine d’Achille subita in gara-7 delle scorse Finals, che ringrazia i tifosi per il sostegno in un anno difficile e conferma i progressi del recupero, già tornato a lavorare in cinque contro cinque e a tirare nel riscaldamento prepartita con l’obiettivo di rientrare il prossimo anno.
Indiana prova a restare agganciata alla partita ma non riesce mai a colmare davvero il gap creato da Detroit, che usa questa sfida per dare continuità al proprio momento e per presentarsi ai playoff con inerzia e fiducia, forte di un attacco che trova soluzioni con grande facilità e di un gruppo che sembra aver trovato la propria identità. Nel finale la gara si sporca quando il lungo dei Pacers Jalen Slawson viene espulso per un contatto a freddo con Isaiah Stewart, episodio che scatena un acceso confronto verbale tra gli staff tecnici ma non cambia l’esito di una serata che conferma i Pistons come riferimento della Eastern Conference e lascia i Pacers a fare i conti con una stagione chiusa in fondo alla classifica.

Redazione Pianetabasket.com
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