Maxey guida il successo dei Sixers su Milwaukee, ora il play-in con Orlando
Philadelphia chiude la regular season con un successo netto su Milwaukee, 126-106, e si presenta al play-in con la sensazione di aver ritrovato ritmo e ordine, guidata dai 21 punti di Tyrese Maxey in una serata in cui Joel Embiid resta fuori per l’appendicite che lo ha colpito la settimana scorsa. I Bucks si presentano senza Giannis Antetokounmpo, protagonista di una stagione tormentata che lo ha limitato a 36 partite, mentre i Sixers scelgono di concentrarsi sulle rotazioni e sulla gestione dei possessi in vista della sfida di mercoledì contro Orlando, primo passo per provare a rientrare nei playoff.
AJ Green firma 19 punti e aggiorna il record stagionale di triple dei Bucks arrivando a 232, superando il primato di Ray Allen del 2001-02, ma non basta per cambiare l’inerzia di una gara che Philadelphia controlla con continuità e senza cali significativi nei momenti chiave.
Il pubblico di casa si fa sentire quando viene annunciato Doc Rivers, accolto dai fischi nonostante l’ingresso imminente nella Hall of Fame, in una serata che segna anche l’ultima partita di regular season al microfono per Matt Cord dopo 28 anni, dettaglio che aggiunge un tono particolare alla chiusura del calendario.
La situazione dei due roster racconta bene il momento delle squadre: Embiid resta senza una tempistica definita per il rientro, con un’appendicectomia che lo esclude con ogni probabilità dalle prime fasi della post-season, mentre Antetokounmpo e Milwaukee si avvicinano a un’estate che potrebbe portare scelte profonde dopo una stagione segnata da assenze e tensioni interne.
Rivers, 64 anni, ribadisce che la decisione sul proprio futuro arriverà presto, mentre i Sixers guardano avanti sapendo di avere ancora margine per allungare la stagione, con un play-in che rappresenta un passaggio obbligato ma non impossibile da superare se Maxey e il resto del gruppo manterranno questa solidità.
Milwaukee, invece, chiude una regular season che apre più interrogativi che certezze, con un’estate che potrebbe ridisegnare la struttura della franchigia e con la consapevolezza che la gestione delle stelle sarà il nodo centrale delle prossime settimane.
Philadelphia esce dalla serata con fiducia e con la sensazione di poter ancora incidere.