Donovan Mitchell spiega come sono cambiati i Cavs nella ripresa con Detroit
Donovan Mitchell ha guidato la rimonta dei Cleveland Cavaliers nel successo per 112-103 sui Detroit Pistons in gara 4, spiegando nel post‑partita quali aggiustamenti hanno ribaltato l’inerzia dopo un primo tempo complicato. A un certo punto un giornalista gli ha chiesto, scherzando, se fosse rientrato negli spogliatoi a leggere i commenti su Twitter riguardo alla sua prima metà di gara. Mitchell ha subito respinto l’idea: “Non vado su Twitter da così tanto tempo, Chris. No”. Il cambio di passo, ha spiegato, è arrivato da una questione di approccio: “Ho solo detto ai ragazzi: ‘Ehi, non stavo attaccando il ferro come avevo fatto in gara tre, capite cosa intendo?’ E certo, sì, ho segnato tanti punti, ma si trattava di trovare modi per generare attacco in anticipo”.
Mitchell ha sottolineato che non si è trattato di forzare, ma di ritrovare ordine: “I tiri hanno iniziato a entrare, ma si trattava di mantenere il mio ritmo. E la cosa più importante era cercare di creare vantaggi ovunque li vedessi per il gruppo, senza forzare”. Nonostante lo svantaggio di quattro punti all’intervallo, la guardia dei Cavs non era preoccupata: “Non mi sto agitando. Eravamo sotto di quattro all’intervallo, capite cosa intendo?”. Mitchell ha poi spiegato la filosofia che ha guidato la sua ripresa: “Non si tratta solo di segnare, ma dell’impatto complessivo che hai sulla partita. E per me era come: ok, ora ho l’opportunità di attaccare il ferro e poi iniziare a carburare”.
Il suo discorso si è allargato anche all’esecuzione collettiva: “Se riusciamo a ottenere qualche stop e correre in transizione per avere tiri più facili, saremo in una buona posizione. Il movimento di palla è stato incredibile. Ci sono state tre o quattro azioni in cui la palla è passata dall’angolo all’ala fino alla punta”. Mitchell ha poi elogiato la prestazione di Evan Mobley, decisivo su entrambi i lati del campo: “È stato fenomenale. Cosa ha fatto? Cinque stoppate, tre recuperi. Era ovunque… il suo impatto complessivo è qualcosa da cui traiamo energia”.
Riflettendo sul suo primo tempo, Mitchell ha ammesso che certe fasi di gioco possono capitare: “A volte è naturale, giusto? Ma senza davvero cercare di forzare”.
Con la serie ora sul 2-2, Mitchell ha ribadito che l’unica cosa che conta è il risultato: “Abbiamo vinto la partita e siamo 2-2 andando a Detroit… era quello che volevamo ottenere tornando a casa, ed è tutto ciò che conta”.