Detroit detta il ritmo: Knicks travolti dal break di Cade Cunningham

Detroit detta il ritmo: Knicks travolti dal break di Cade Cunningham
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L’avvio è di quelli che ti tolgono il fiato alla Little Caesars Arena, ma soprattutto lo tolgono ai Knicks: il ritmo è altissimo, forse troppo per New York, mentre Detroit ci sguazza e mette subito le mani sulla partita con le prime folate offensive. I Pistons dettano il tempo, alzano il volume in difesa, sporcano ogni linea di passaggio e si prendono il lusso di “rubare” un paio di possessi che pesano più del tabellino, costringendo gli uomini della Grande Mela a rincorrere fin da subito. Serve che Jalen Brunson decida di farsi carico dell’attacco, quasi da solo, per evitare che la gara si spezzi immediatamente: i suoi canestri tengono New York aggrappata al punteggio (30-29), ma la sensazione è che siano i giocatori del Michigan a livello di intensità a comandare ogni scambio. Anche quando Mike Brown e la sua banda riescono a rimettere un minimo di ordine, restano sempre un passo indietro, più nella reazione che nell’iniziativa, tanto che all’intervallo Detroit è ancora avanti e controlla con un margine concreto (64-54), perfetto termometro della diversa lucidità mostrata dalle due squadre sui due lati del campo.

Chi si aspetta la scossa Knicks nella ripresa resta deluso: il terzo quarto si trasforma in un buco nero per New York, con errori al tiro che si moltiplicano e un attacco che perde completamente fluidità, mentre dall’altra parte Cade Cunningham sembra divertirsi a orchestrare il gioco con calma e cinismo.
È in quella frazione che la partita prende definitivamente la via del Michigan, con il divario che si allarga fino ai venti punti, fotografia perfetta della distanza reale tra le due squadre in quei minuti, a livello di energia, scelte e qualità dei possessi. Arriva sì un timido 8-0 di New York, più dettato dall’orgoglio che da un reale cambio di inerzia, ma ormai il match è scivolato dalle mani dei Knicks e non tornerà più indietro: il 89-69 che campeggia sul tabellone racconta già una storia chiara, che il quarto periodo non farà altro che confermare. L’ultimo segmento diventa così terreno per le rotazioni più profonde, con spazio anche per Guerschon Yabusele, che entra e gioca nove minuti senza trovare la via del canestro, dettaglio quasi marginale in una serata che rimane marchiata dalla larga affermazione di Detroit, capace di chiudere la pratica fino al 121-109 senza dover guardarsi più alle spalle.