Clippers-Warriors, dentro o fuori: Lue ritrova Curry, Steph rilancia la sfida
Il play‑in propone una sfida che sa di déjà‑vu per Tyronn Lue, uno che contro Golden State ha già vissuto tre turni di playoff NBA e che ora si ritrova di nuovo davanti ai Warriors con la stagione in bilico. Mercoledì, nella gara tra i seed 9 e 10 della Western Conference, non ci saranno margini di recupero: chi perde chiude qui l’annata. Lue conosce bene il peso di un duello del genere e soprattutto conosce il problema principale da affrontare, Stephen Curry. Lo ha detto con un sorriso amaro, quasi rassegnato all’idea di doverci ripassare: «Ne ho abbastanza». Poi è tornato serio, ricordando quanto sia pericoloso lasciargli spazio. Curry può incendiare una partita in pochi minuti, e per Lue la priorità è impedirgli di prendere ritmo dall’arco, limitando il numero di triple tentate e mantenendo la difesa concentrata su ogni dettaglio.
Dall’altra parte, Golden State arriva alla sfida con la consapevolezza di giocarsi tutto, ma anche con la necessità di gestire il minutaggio delle sue stelle. Curry, Kristaps Porzingis e Al Horford dovrebbero restare sotto i 40 minuti, una scelta obbligata dopo gli stop che hanno segnato la seconda parte della stagione. Curry ha aumentato gradualmente il proprio carico nelle ultime uscite, ma resta probabile un limite attorno ai 34 minuti. Nonostante questo, il leader dei Warriors mantiene un atteggiamento positivo e guarda alla partita come a un’occasione per rimettere insieme i pezzi di una stagione complicata. «Amo giocare a basket. È per questo che vengo pagato», ha detto. «Non è stata l’annata che ci aspettavamo, ma il fatto che ci sia ancora qualcosa da conquistare ci dà fiducia. Voglio essere parte di tutto questo». Clippers e Warriors arrivano così a un incrocio che non ammette esitazioni: una sola sopravvive, l’altra spegne le luci e se ne va in vacanza.