Max Menetti avverte l'Olimpia: «Reggio Emilia, lo sgambetto si può fare»
A pochi giorni dall’inizio dei playoff di Serie A, Max Menetti torna a parlare della sua amata Pallacanestro Reggiana, squadra che ha guidato negli anni più gloriosi della sua storia recente. Oggi commentatore per LBA TV e prossimo vice allenatore di Andrea Trinchieri al PAOK BC, Menetti guarda con interesse alla serie contro l’Olimpia Milano: “Milano ha i favori del pronostico: è più forte e strutturata. Ma Reggio, lo dico da diverse settimane, è l’avversario più scomodo da incontrare in questo periodo”. Secondo l’ex tecnico biancorosso, l’UnaHotels arriva alla sfida con entusiasmo e leggerezza mentale: “Nell’ambiente reggiano c’è l’idea che si possa davvero cullare un sogno, tentare lo sgambetto dell’anno”.
Per Menetti, la chiave sarà continuare a giocare con l’identità costruita negli ultimi mesi: “Continuando a giocare il suo basket: fisico, organizzato, proiettato paradossalmente ad affrontare le grandi nei momenti che contano”. L’ex allenatore reggiano sottolinea anche l’importanza delle condizioni fisiche di Josh Nebo per Milano: “Se mancasse, o non fosse in condizioni ideali, cambierebbe tutto l’assetto della squadra e sicuramente le dinamiche tecniche della serie”. E sulle prime gare della sfida aggiunge: “Le prime due direi fondamentali. Tanto più che la storia ci dice che la sfavorita va sempre vicino a vincerne almeno una; e a volte arriva il colpaccio”. Poi il richiamo al clima del PalaBigi: “Se l’UnaHotels farà almeno un blitz, allora giovedì 21 deve esserci un PalaBigi pieno e caldo all’inverosimile, come ai tempi delle nostre finali scudetto”.
Menetti ha poi analizzato la straordinaria trasformazione della stagione reggiana, passata da un girone d’andata da penultima a un ritorno da capolista: “Con due semplici ragioni: avere sistemato la squadra con gli innesti perfetti di Thor, Rossato e Brown, specialmente quest’ultimo”. Evidenziando soprattutto l’impatto di Brown, capace di liberare Caupain da responsabilità eccessive in regia e valorizzare anche Uglietti. Ma gran parte dei meriti, secondo Menetti, vanno anche alla società per aver confermato Dimitris Priftis nel momento più difficile: “Nel momento di maggiore difficoltà invece di esonerarlo è stato confermato, una scelta giusta, ponderata, un atto di fiducia grandissimo e ben riposto”.