Cantù, sfida per la salvezza con Sassari. L'analisi di De Raffaele
In casa Acqua San Bernardo Cantù si appresta a un weekend fondamentale per la corsa salvezza, ma anche per confermare la crescita della squadra. La grande novità delle ultime settimane è la metamorfosi dietro: coach Walter De Raffaele è riuscito a dare un'organizzazione difensiva a una squadra originariamente votata all'attacco. Nel presentare l'importante sfida salvezza contro Sassari, il tecnico sottolinea questo cambio di rotta: «La squadra sta elaborando l'idea che il sacrificio difensivo porti poi ad avere più condivisione in attacco e che si possa prendere energia da una stoppata, da un recupero difensivo. Era un'idea che forse aveva solo Sneed, quando sono arrivato: credo si possa spingere ancora su questo tema e farlo diventare qualcosa a cui aggrapparsi nelle difficoltà». Una nuova attitudine che sta coinvolgendo anche i singoli, a partire da Giordano Bortolani: «Ha capito che può essere un giocatore totale: non sarà mai un difensore puro, ma sta lavorando tanto su questo e ci sta prendendo gusto, che è la cosa più importante. Sugli avversari di primo piano, questo gli può dare una carica in più». Segnali positivi sul piano dell'impegno arrivano anche da Grant Basile: «Contro Trieste mi è piaciuto. Ha dato un contributo offensivo per le sue caratteristiche, si allena per entrare definitivamente nelle dinamiche, specie a livello difensivo, facendo un grande sforzo. Io non considero mai perso nessuno e credo sia nella direzione giusta. Domenica ha segnato due canestri appena entrato e questo gli ha dato una carica: l'ideale sarebbe farlo a prescindere dalla resa in attacco».
L'attenzione si sposta poi sul prossimo avversario. La tenuta della squadra brianzola sarà infatti messa a dura prova dal quarto miglior attacco della Serie A. «L'abbiamo preparata come le altre, inserendo Robinson nella conoscenza dei compagni – spiega De Raffaele parlando di Sassari –. In Sassari c'è molto talento con gli esterni e in Thomas. Macon è un giocatore di Eurolega. Hanno qualità, gli esterni hanno la capacità di crearsi grandi vantaggi. Importante sarà l'impatto difensivo per limitare la capacità di Sassari di produrre: dobbiamo continuare a crescere, in casa servirà un ritmo importante, con la certezza di aver lavorato bene. Con Trieste da tutti abbiamo preso qualcosa, spingerei ancora su questo tasto».
Un fattore chiave per questo finale di stagione è il PalaDesio, diventato un vero fortino con tre successi consecutivi, portando il bilancio del coach in panchina a quattro vittorie e quattro sconfitte. «Se avessimo mantenuto questo trend dall'inizio del campionato, saremmo in pienissima zona playoff. Considerano le vicissitudini della squadra e i cambiamenti del gruppo, direi che è una marcia che soddisfa. Non sono da tabelle, a me interessa il trend: ora il gruppo è coeso, ha un obiettivo, un'identità. La gente riconosce questa personalità all'esterno e c'è anche all'interno, perché tutti si sbattono e lavorano per gli altri». Infine, sulla pressione di un match così delicato che molti definiscono "decisivo", il coach riporta l'attenzione sul lavoro in palestra: «Se lo dite voi... è importante, se avessimo perso con Trieste sarebbe stato un dramma. Noi dobbiamo fare il meglio possibile, finché il destino è nelle nostre mani, perché spesso, sperando negli altri, si rimane male. Capisco che gli addetti ai lavori o i tifosi possano fare pensieri di questo tipo, ma noi dobbiamo mettere attenzione solo sulle nostre cose. Ognuno fa la propria corsa: a noi mancano cinque partite, è chiaro che siano tutte partite decisive».