Olimpia, Poeta si prende le sue responsabilità ma dopo Parigi risuonano le parole di Baiesi
A Parigi non si vede nulla di nuovo per l'Olimpia Milano, che arrivati ad aprile non sorprende neanche quando si ritrova a -23, con 64 punti subiti, a fine primo tempo a Parigi. Né tantomeno quando dal -27 recupera arrivando fino al -1. La sconfitta in Francia è un po' la controcontrocontro prova di una squadra che non riesce ad avere continuità per 40 minuti, vive di momenti, e spreca quando conta. Perché arrivati sul -1 la rincorsa si è fermata. La matematica tiene in vita Milano in EuroLeague, ma a tre round dalla fine e vista la classifica pensare di arrivare ai play-in è praticamente utopico. "La squadra incomincia a preoccuparmi [...] dietro manca qualcosa, non è aggressiva". Lo aveva detto Sandro Gamba poche ore prima della palla a due. Detto fatto. Peppe Poeta si assume la responsabilità dei 64 punti presi nel primo tempo. Anche perché c'è una squadra che colpisce e un'altra che le prende, senza riuscire in 20 minuti a trovare soluzioni. Quantomeno la squadra lo segue, vista la reazione.
LA DELUSIONE DEI SINGOLI
La questione playmaker a Parigi non c'entra nulla. La prima stagione europea a Milano di Marko Guduric non si risolleva nella trasferta francese, ma anzi ne conferma un fallimento (ci scuserà Giannis Antetokounmpo). Il serbo passerà dalla vittoria del titolo a non giocare neanche i play-in. Desaparecido anche il grande guerriero Zach LeDay, il cui futuro appare sempre più lontano da Milano, Quinn Ellis continua la sua discesa, ma si può chiedere poco di più, e Shavon Shields resta più a guardare che agire. Sintomo di una squadra che non ha gerarchie chiare, né giocatori in grado di creare particolari vantaggi. Risuonano le parole del direttivo sportivo Daniele Baiesi, evidentemente l'entusiasmo portato da Peppe Poeta rischia di essersi già esaurito. "Le dimissioni di Ettore Messina sono state uno tsunami, abbiamo vissuto sull’onda emotiva un mese e poi, piano piano, i problemi strutturali e circostanziali della squadra sono tornati a galla".
I problemi strutturali sono evidenti. "Oggi abbiamo un nuovo allenatore che guida una squadra allestita per un altro allenatore e che non ha toccato, a parte l’esclusione di Brown per motivi spiegati di reciproche incompatibilità. Abbiamo un gruppo che non ha senso di urgenza dal punto di vista difensivo, competitivo ma che ha lasciato lì le partite che avrebbero potuto fargli fare il salto di qualità". Purtroppo è così. Ma l'Olimpia deve trovare qualche soluzione perché c'è ancora uno Scudetto in palio. Non è un segreto che tra i problemi di Milano e quelli di Bologna qualche addetto ai lavori inizi a ritenere questa annata quella che potrebbe chiudere il duopolio sul tricolore, magari con qualche sorpresa dalle retrovie. Chissà. In conclusione su Milano, resta da capire se quell'ultimo visto per il campionato in tal senso sarà speso o meno. Baiesi sottolinea che aggiungere un giocatore costringerebbe per rotazione a lasciare un esterno in tribuna. "Chi lasci fuori? Sono tutti e quattro di livello". Brooks, Shields, Guduric, Bolmaro. Altro dilemma. Il livello sulla carta non è mai mancato, ma la squadra è praticamente fuori dai play-in.