Cooper Flagg da 51 punti ma Orlando passa comunque a Dallas
I Mavericks incassano la 14ª sconfitta consecutiva in casa, ma il pubblico di Dallas trova comunque un motivo per alzarsi in piedi grazie alla notte speciale di Cooper Flagg, autore di 51 punti nella sfida persa 138-127 contro Orlando. A 19 anni il rookie diventa il più giovane giocatore della storia a toccare questa quota, mentre i Magic confermano la propria solidità di squadra e portano a casa un successo pesante che tiene ben viva la prospettiva di chiudere la stagione regolare al sesto posto della Eastern Conference.
Fin dal primo quarto Orlando impone un ritmo altissimo, attaccando il ferro con decisione e trovando tiri puliti grazie a una circolazione di palla fluida che manda rapidamente in crisi la difesa texana. Le percentuali al tiro sfiorano il 65% e permettono ai ragazzi della Florida di prendere subito il comando delle operazioni. Dallas però non si stacca e resta in scia sfruttando l’arma del tiro da tre punti, con Klay Thompson che tiene acceso l’attacco dall’arco e consente ai Mavericks di limitare il passivo a sette lunghezze dopo dodici minuti, sul 38-31. Nel secondo periodo la squadra di casa prova a cambiare l’inerzia, perché Thompson continua a colpire e il duo formato da Cooper Flagg e Naji Marshall alza il livello di aggressività, spingendo i Mavericks fino alla parità sul 53-53. Il momento favorevole dura poco, l’attacco di Dallas perde lucidità, l’indirizzo al tiro si raffredda e Orlando ne approfitta tornando a controllare il ritmo e allungando di nuovo fino al 71-58 dell’intervallo.
Dopo la pausa lunga ancora gestione Magic, mentre dall’altra parte solo Cooper Flagg riesce a tenere viva la fiammella con una serie di iniziative personali che però non bastano a evitare il 111-92 di fine terzo quarto, punteggio che sembra già una sentenza sulla serata dell’American Airlines Center. L’ultimo periodo porta però una dose inattesa di caos e spettacolo, la tensione sale rapidamente, Jason Kidd viene espulso per le proteste su un contatto non fischiato proprio su Flagg, seguito a ruota da Naji Marshall in un clima sempre più incandescente che fa da cornice all’esplosione definitiva del rookie dei Mavericks che infila 24 punti nel solo quarto periodo e trascina Dallas a un parziale tardivo che riduce lo scarto e accende il pubblico, trasformando un finale già scritto in una vetrina personale che entra di diritto nei libri di storia per un diciannovenne. Orlando mantiene sangue freddo nei possessi chiave, chiude i conti sul 138-127 e riparte dal Texas con una vittoria di vitale importanza in classifica.