Bechi: "energia collettiva contro una squadra fisica"

11.11.2013 07:52 di Umberto De Santis   Vedi letture
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Sala stampa per Luca Bechi, dopo la vittoria prestigiosa sull'EA7 Olimpia Milano: "Sapevamo che per battere Milano dovevamo fare una partita di grande energia per contrastare la loro forza fisica, il primo obiettivo, la chiave della partita era vincere la sfida a rimbalzo. Nel primo tempo abbiamo fatto un po’ fatica, ci scappavano sulle rotazioni ma poi siamo riusciti a metterci a posto. L’altra cosa che volevamo migliorare erano le palle perse, far girare la palla e trovare buoni tiri. All’intervallo abbiamo capito che 10 palle perse erano troppe e nel secondo, anche se si è alzata la pressione difensiva, siamo riusciti a contenerle. Siamo riusciti a riportare 4 uomini in doppia cifra e Jordan si è fermato a 9. Anche questo è molto positivo. Cambiare la difesa quando Langford è entrato definitivamente in partita nel secondo tempo ci ha permesso di contenerlo nuovamente, riprendendo in mano l’inerzia. E’ stata una partita che è andata secondo il piano che avevamo previsto, una vittoria decisamente di squadra perché abbiamo avuto il contributo di tutti nel corso della partita. Non c’è stato un giocatore che ha spiccato sugli altri, a turno tutti hanno fatto la loro parte e si sono resi utili. Questo è quello su cui insistiamo ogni giorno ed è molto importante per noi. Questa è stata la partita per noi più costante, senza troppi alti e bassi, in cui siamo riusciti a mantenere continuità di gioco sui 40’ tenendo dietro gli avversari. Da qui parte forse una fase nuova del nostro campionato: agli occhi degli altri abbiamo fatto probabilmente un salto di qualità e forse ci guarderanno diversamente. Abbiamo lavorato molto sulla difesa e su alcune soluzioni tattiche in particolare. Non volevamo far correre Milano, farle prendere ritmo e volevamo poter cambiare la difesa senza subire scossoni. Inoltre serviva massima intensità per impattare difensivamente contro la formazione favorita per la vittoria del campionato.
Durante la settimana lavoriamo molto per due cose: non perdere l’istinto e imparare a capire i vantaggi di passarci la palla e giocare di squadra. Stiamo capendo partita dopo partita il livello di campionato: siamo a 5 partite su un campionato di 30, ma se mi guardo indietro posso dire che in soli 2 mesi e mezzo ho visto dei passi avanti che mi fanno ben sperare per il futuro. Io amo definire i ragazzi giovani della panchina parte integrante della squadra. Sono giocatori che semplicemente per me “vengono dopo”, ma solo nel senso che entrano in un secondo momento. Non si deve sentire una differenza col quintetto. Sono convinto che solo giocando minuti veri questi ragazzi possano migliorare e questa sera hanno fatto un’ottima prestazione, dimostrando di essere ben inseriti nel nostro progetto.
Voglio fare un esempio: una partita del genere Gaddefors l’avrebbe finita in picchiata lo scorso anno, ma questa volta ha capito che anche se sarebbe entrato negli ultimi minuti, a causa de falli, poteva fare bene, e così a fatto. Ora sembra che ci sia davanti a noi una tavola imbandita, ma non dobbiamo mangiare tutto subito. Avremo un’attenzione e una pressione diversa da parte dei nostri avversari e dobbiamo farci trovare pronti. Oggi si è vista la bontà di questo gruppo. E’ stata una grande soddisfazione vedere tutti in piedi nel finale ad applaudire questi ragazzi: per noi, per il management, per il Presidente che ha trascinato tutti noi dentro a questo progetto. Tutti si sentono coinvolti e i ragazzi lo sentono: c’è un’empatia particolare e le vittorie aiutano, ma è anche il modo in cui arrivano. La “virtussinità” è una cosa molto importante e credo che il Presidente la rappresenti al meglio trascinando questo pubblico dietro a una maglia.