Gazzetta: «Virtus all'italiana. Con cinque azzurri, sogna lo scudetto»
«Virtus all'italiana. Con cinque azzurri, sogna lo scudetto» titola questa mattina La Gazzetta dello Sport. "L'Ital-Virtus. Mica uomini soli, una squadra. Tutti diversi, tutti pronti ali' Italia chiamò, sì. Eccoli: Alessandro Pajola, Saliou Niang, Momo Diouf, Nicola Akele. E ora anche il giovanissimo Francesco Ferrari, stellina del firmamento azzurro, classe 2005, ala, già chiamato in nazionale dal et Banchi, ultimo arrivato alla corte di coach Dusko Ivanovic. C'è un cuore azzurro che batte a Bologna, nello spirito delle Vu Nere. Un gruppo capace di prendersi il titolo di campione d'inverno, che magari non vale da mettere in bacheca vicino alle coppe e agli scudetti, ma serve lo stesso per rinforzare le convinzioni. La Virtus Olidata Bologna ormai ne ha parecchie. Ne bastino due come prova: la rimonta stratosferica inEurolega contro Milano (celebrata anche aU'estero, in Serbia) e la capacità di resistere alle difficoltà di questa prima parte di stagione.".
Al netto degli Edwards, Morgan, Smailagic e gli altri stranieri, è il gruppo degli italiani il vero cuore della Virtus Bologna. All'inizio del progetto del dg Paolo Ronci c'erano Tessitori e Ricci, in quella squadra che vinse lo Scudetto. Poi sono passati per Bologna anche Abi Abass, Nico Mannion, e Marco Belinelli. "Oggi il percorso di crescita italiano è un'evidenza anche numerica e tanto cara al patron Zanetti. Ci sono i giocatori che il futuro se lo stanno prendendo adesso: Niang, 21 anni appena, già agganciato dall'Nba, e Ferrari, campione d'Europa U20 (con i complimenti del presidente Mattarella), che una clausola di uscita Nba ce l'ha nel contratto. A loro si aggiungono veterani come Pajola, 26 anni, novello capitano, e Diouf, 24 anni, uno dei centri più interessanti d'Europa. Akele, 30 anni, è ancora pieno di energie e la nazionale può riprendersela. Con loro c'è Daniel Hackett, che con i suoi 38 anni è diventato una specie di chioccia per questo gruppo. Lavorano, corrono, sognano. Piacciono tutti gli italiani di questa Virtus. Al punto che non è fantabasket pensare a un quintetto (magari a partita inoltrata) completamente italiano".