LBA - Addio Virtus Roma con il solito copione unto e bisunto

04.12.2020 08:25 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
LBA - Addio Virtus Roma con il solito copione unto e bisunto

Anche in assenza di una comunicazione ufficiale del club, l'intera stampa sportiva nazionale stamani dichiara che Claudio Toti non ha pagato la rata FIP di novembre. Una società di cui, in base ai criteri che la pandemia, a parole, sembrava aver imposto a Legabasket (i cosiddetti "vincoli stringenti" che hanno messo sulla graticola Cremona e Pistoia, con entrambe le società a cavarsela egregiamente) ci si è accontentati della parola (e del versamento del 31 luglio) di un proprietario umorale come le brezze che facevano zigzagare le barche dell'America's Cup nel tentativo di trovare la boa, e che adesso non si fa alcuno scrupolo di mandare tutto in vacca distribuendo probabilmente nella sua testa le colpe a destra e sinistra.

Il copione unto e bisunto lo conosciamo tutti, il primo passaggio è arrivato e ci sarà tempo per pagare fino al 9 dicembre una piccola sovrattassa. Dopo saranno tre punti di penalizzazione, poi ancora l'esclusione dal campionato. Come successo ad altri club e come si sperava che, dopo i proclami primaverili di un rinnovamento della serie A, non accadesse più. 

Invece ci si è impantanati nella politica del rinnovo cariche federali, si è creduto alla favola dell'urgenza di non privare il movimento di una società capitolina in serie A, si è sbeffeggiato l'eroismo donchisciottiano di chi non usa il movimento per incassare quattrini e posizioni di potere senza alcun merito.

Questa vicenda romana, anche se alla fine si dovesse risolvere bene per l'esistenza in vita della Virtus Roma e per la regolarità del campionato, è paradigmatica dello stato dell'arte della pallacanestro italiana. E non sembra vedersi all'orizzonte una figura davvero superpartes in grado di impostare una riforma. Ci vorrebbe aria nuova, invece qui c'è soltanto aria rancida.