Identità e insieme, chi ce li ha e chi se li deve ancora costruire

19.05.2019 13:11 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
Identità e insieme, chi ce li ha e chi se li deve ancora costruire

Alzi la mano chi ha immaginato a tempo debito che, dopo l'invito di De Cesare ai giocatori a salutare la compagnia e l'addio per il Montenegro di Norris Cole, la Scandone Avellino potesse arrivare a vincere gara 1 di playoff al Forum contro l'Olimpia Milano. Premio indovino dell'anno!

Ieri sera si sono affrontate due squadre in emergenza, viste le assenze dei giocatori fin qui più importanti per le due formazioni. James e Nedovic, Green e Nichols dall'altra. I due coach lo sapevano da tempo ma solo Maffezzoli ha dato l'idea di aver utilizzato gli ultimi giorni per consolidare un'idea di insieme che gli uomini a sua disposizione hanno ben manifestato in campo. Una pallacanestro organizzata, un roster equilibrato, una voglia di aiutarsi vicendevolmente sapendo come farlo. E tanto movimento senza palla. Peccato che al primo scatto vero, tutti hanno potuto vedere come il buon Patric Young viaggi su una gamba sola. Con le partite ravvicinate come sono i playoff, già in gara 2 sarà un punto a sfavore per Avellino.

Dall'altra parte idee confuse, ruoli approssimati (scambiare posizione tra Jerrells e Cinciarini non ha dato risultati), difesa scadente sugli uno contro uno, palleggiatore seriale e quattro a guardare. Della Valle che, a prescindere dalla situazione in campo, si mette nell'angolo e chiama la palla ad libitum. Se il coach non lo riprende - se non confinandolo in panchina - un motivo di attrito ci sarà. Fontecchio? Due minuti e poi la foto su "Chi l'ha visto?". Kuzminskas? 8 punti in 11' e poi scatta la sindrome dell' "invidia del pene" e il lituano in panchina si arrabbia, e di brutto, come hanno visto gli spettatori seduti nei pressi. Burns? Un giocatore si prende per quello che sa fare, pensando di poterlo aiutare ad ampliare il suo bagaglio, non a chiedergli quello che non può fare.

A Milano è vietato giocare a zona. Ci hanno suggerito che perfino una 1-3-1 con Kuzminskas in testa a oscurare le linee dei passaggi e poter aprire un rapido ed efficace contropiede potrebbe essere una buona idea. Peccato che ci vorrebbe un mese di preparazione per metterla a punto. come da mettere a punto rimangono i movimenti a scalare sugli avversari. Micov per quanto potrà cantare e portare la croce? La sua tenuta, causa l'età, era già stata messa in discussione all'inizio di stagione ma Pianigiani è costretto a tenerlo in campo oltre i 30' ogni volta! Bellissimo il gesto tecnico di Udanoh che schiaccia in testa a Tarczewski sbucando dal nulla. Per il pubblico modaiolo una figura da quattro soldi per l'americano. Per un pubblico competente una brutta figura per i suoi compagni che non hanno fatto le giuste coperture, visto che Tarczewski è uscito dal lato opposto a fermare Sykes lanciato a canestro e non ha in dotazione gli occhi nella nuca...