Recovery Plan: un miliardo per lo sport senza un'idea-guida

26.04.2021 08:40 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
Recovery Plan: un miliardo per lo sport senza un'idea-guida

Il Recovery Plan del governo Draghi ci porterà in dote un miliardo per lo sport, che pare sia destinato per 300 milioni alle infrastrutture del sistema scolastico e 700 milioni per "sport e inclusione sociale" destinati a impianti sportivi da costruire o da ristrutturare e ai parchi urbani.

Scuola. Sarebbe previsto un intervento su 400 palestre per alleviare una sofferenza che colpisce duro sulle possibilità dell'educazione motoria, in particolare sulla scuola primaria, dal momento che in Italia il 28% degli edifici scolastici non ha la disponibilità di una palestra, soprattutto nelle zone più disagiate. Ma la scuola per l'educazione motoria prevede due ore alla settimana e spesso è carente nel numero degli insegnanti: la cura fisica della persona richiede un approccio diverso dallo studiare italiano, matematica o storia. Se poi ci applichiamo ai possibili talenti in chiave professionistica l'approccio è devastante, la scuola tende a emarginare chi può emergere e soffocare chi ha talento.

Sport e inclusione sociale. Come si legge nel testo "Il piano prevede progetti di recupero di aree urbane puntando sulla realizzazione di impianti sportivi e parchi urbani attrezzati­ al fine di favorire l'integrazione e l'inclusione sociale, soprattutto nelle zone più degradate e con particolare attenzione alle persone svantaggiate". Ambizioso, senza indicare chi, dove, come, quando. Si rischia la rapina alla diligenza dei fondi senza effetti concreti e alla realizzazione di spazi incustodibili facilmente preda dello spaccio di droga.

Sappiamo bene come in Italia sia difficile "fare" per la carenza di risorse, specialmente nel pubblico, e per le pastoie della burocrazia politica, specialmente addosso all'iniziativa privata. Ma sappiamo bene come sia difficile "sostenere" il dopo. 

Per come sono strutturate, infatti, le scuole non sono in grado di sostenere i costi di manutenzione degli impianti che fatalmente dopo si degradano velocemente. In più, in attesa di comunicazioni salvifiche sui regolamenti attuativi della riforma dello sport, attendiamo sapere come creare interesse nelle società sportive di base alla formazione dei giovani atleti a fine agonistico.

Società che non sapranno come gestire gli istruttori. Se prima erano mal pagati e taglieggiati dal risultato agonistico per una riconferma, adesso non ci si potrà più permettere gli oneri contributivi a meno di scaricarli sulle famiglie che portano i bimbi al minibasket.

Il miliardo c'è o ci sarà per le infrastrutture e per la gioia di chi dovrà realizzarle, ma è assente completamente un'idea di avviamento allo sport, gestione della crescita sportiva, selezione per l'attività alla fine del percorso under. Sarà uno degli aspetti della nostra vita che non cambierà tra il prima e il post covid-19.