Texas impone il fisico: BYU e Dybantsa tornano subito a casa

Texas impone il fisico: BYU e Dybantsa tornano subito a casa
© foto di BYU basketball X

La sfida tra Texas e BYU arrivava con premesse di equilibrio totale, perché le due squadre si presentavano al primo turno del tabellone Ovest con lo stesso bilancio nelle ultime dieci partite, un 5-5 che raccontava bene l’andamento altalenante delle settimane precedenti. In campo però i Longhorns scelgono subito la via più chiara, quella del dominio fisico, costruendo il proprio vantaggio nel pitturato e a rimbalzo, fino al 46-37 dell’intervallo che nasce da un 51% dal campo e da un 21-11 sotto i tabelloni che non lascia dubbi su chi stia controllando l’area, con Matas Vokietaitis a dettare il tono interno già prima della pausa grazie a 15 punti e 11 rimbalzi che diventano il perno dell’attacco di Texas.Attorno al lungo l’esperienza del backcourt fa il resto, perché Jordan Pope porta in dote punti e gestione, mentre Tramon Mark aggiunge 19 punti con nove arrivati dall’arco, allargando il campo e costringendo la difesa dei Cougars a scegliere se chiudere il ferro o uscire forte sui tiratori, una scelta che BYU fatica a reggere per tutti i 40 minuti.

Dall’altra parte, la partita di BYU ha il volto quasi esclusivo di AJ Dybantsa, freshman già proiettato verso i piani alti del Draft che tiene in piedi i Cougars con una prestazione da 20 punti nel solo primo tempo, chiuso con 7/13 dal campo e una varietà di soluzioni che conferma perché sia considerato uno dei prospetti più intriganti della NCAA, fino ad arrivare ai 35 punti finali in una serata in cui però il resto del gruppo non riesce a seguirne il passo. Fuori dal suo talento, l’attacco di BYU si inceppa, le percentuali dall’arco si fermano a un misero 18% e giocatori attesi come Keba Keita restano ai margini del tabellino, con il lungo limitato a tre punti complessivi e praticamente annullato nel cuore dell’area, mentre Texas continua a martellare a rimbalzo con Vokietaitis che chiude a quota 16 e guida un 40-31 complessivo che taglia le gambe a ogni tentativo di rimonta, alimentando anche la transizione dei Longhorns e permettendo alla squadra di gestire l’ultimo assalto dei Cougars, chiudendo sul 79-71 una partita che conferma la solidità del piano partita di Texas e lascia a BYU il rimpianto di non aver trovato abbastanza supporto attorno alla sua stella più luminosa.