Cantù, Santoro: «Approccio giusto. Ma niente tabelle»
Cantù continua a credere nella salvezza senza lasciarsi distrarre da calcoli o tabelle, puntando tutto sull’approccio e sulla crescita mostrata nelle ultime settimane. Il general manager Sandro Santoro invita a mantenere la concentrazione sul lavoro quotidiano: «Non parlatemi di tabelle. Tabelle non è mai consigliabile farle, perché non è certo con quelle che si riesce a ottenere il risultato. Piuttosto meglio pensare settimana dopo settimana, consapevoli del fatto che è solo il campo che può smentire o confermare le previsioni».
Il dirigente biancoblù sottolinea come «la quota salvezza si è ovviamente abbassata – spiega il gm – anche perché una squadra è sparita e c’è una partita in meno. Se negli anni scorsi ci era da pensare ai 22/24 punti, stavolta potrebbero essere tra i 16 e i 18. Stesso discorso per i play-out: adesso non bastavano 32 punti, adesso si potrebbe anche fermare a 26/28. Le indicazioni mi sembrano vadano in quella direzione». Nessun calcolo: «Pensiamo a Tortona di domenica, limitiamoci lì. Si può vincere e perdere contro chiunque. Noi lo sappiamo molto bene, ci siamo passati e abbiamo sofferto. Ma fortunatamente abbiamo invertito il trend, viaggiamo con il 50% di vittorie nelle ultime sei partite e siamo nelle condizioni di poter competere con chiunque. L’importante è mantenere l’approccio e la mentalità di questo periodo».
Un cambiamento frutto anche delle scelte fatte in corso d’opera, tra roster e guida tecnica, che hanno portato nuova energia: «Qualcosa sostanziale è cambiato, come del resto è nelle modalità del campionato e anche le altre squadre lo confermano. Fortuna nostra, il miglioramento dipende dai cambiamenti che siamo stati costretti a mettere in atto. Cambiano le persone che lavorano sul campo. Giocatori che hanno alzato il livello qualitativo. Cambia l’allenatore, che ha portato esperienza, vissuto e metodologie nuove».
Infine, uno sguardo anche ai singoli e al loro impatto nella crescita della squadra, simbolo di una Cantù che non vuole fermarsi proprio ora: «L’impatto di tanti si è visto nel tempo – sottolinea Santoro – come talvolta accade nei cambi in corsa, la nuova gestione può fare la differenza. Il tecnico è riuscito a lavorare anche sulla testa dei ragazzi. In più la cura dei dettagli ha avuto un grande impatto. Spesso passa proprio per la testa dei giocatori”. E ancora sui protagonisti: “Green ha portato esperienza e conoscenza del campionato. Chiozza è un giocatore di grande qualità e gestione. E poi Fevrier: se hai alle spalle sei anni di lega francese vuol dire che hai fisicità e atletismo, molto più che in altri campionati. Si gioca a pallacanestro, lo ha fatto vedere».