Se New York vince il titolo, Jalen Brunson diventa il miglior colpo free agency nella storia NBA
Secondo Charles Barkley, l'ingaggio di Jalen Brunson da parte dei New York Knicks potrebbe trasformarsi nel miglior colpo di free agency nella storia della NBA, a patto che la point guard riesca a portare il titolo nella Grande Mela. Sebbene possa sembrare un'affermazione estrema, bisogna ricordare lo scetticismo iniziale che circondava l'operazione: nel 2022, la dirigenza newyorkese fece carte false e liberò spazio salariale per offrirgli un contratto di quattro anni a 104 milioni di dollari. Si trattò di una mossa aspramente criticata da molti esperti, tra cui Stephen A. Smith, dubbiosi sul fatto che Brunson potesse mai diventare un All-Star, soprattutto considerando che i Dallas Mavericks si erano precedentemente rifiutati di offrirgli un'estensione da 55 milioni. Brunson, infatti, non è sbarcato a New York con lo status di superstar già affermata come LeBron James, Kevin Durant o Shaquille O'Neal, ma come una scommessa e un buon giocatore tutto da verificare in un ruolo da leader.
Quella scommessa, oggi, appare come una mossa destinata a fare la storia. A differenza dei giganti della free agency del passato, arrivati nelle nuove squadre già al livello di MVP, Brunson si è trasformato nel motore assoluto della franchigia solo dopo il suo arrivo, colmando in modo sbalorditivo l'enorme divario tra le aspettative e la realtà. In questa stagione ha viaggiato a medie di 26.0 punti e 6.8 assist, conquistando i riconoscimenti di All-Star e All-NBA, vincendo il premio di Clutch Player of the Year e trascinando la squadra in molteplici cavalcate ai playoff. Il suo incredibile percorso di crescita lo ha già incoronato come il giocatore moderno più importante dei Knicks dai tempi di Patrick Ewing. A rafforzare la tesi di Barkley c'è ora il palcoscenico delle NBA Finals 2026. In Gara 1 contro i San Antonio Spurs, Brunson ha messo a referto 30 punti guidando i suoi alla vittoria per 105-95, compiendo il primo passo concreto per porre fine a oltre cinque decenni di digiuno per la franchigia. Se questa avventura dovesse concludersi con il primo anello dal lontano 1973, l'intuizione di Barkley diventerebbe inattaccabile: Brunson non solo avrebbe ampiamente ripagato il suo contratto, ma avrebbe resuscitato l'identità di New York, consegnando alla città un traguardo che nemmeno lo stesso Ewing è mai riuscito a realizzare.