Peppe Poeta: «Siamo in finale, non era scontato. Insieme possiamo toglierci delle soddisfazioni»
Dalla sala stampa del Forum, il coach dell'Olimpia Milano Peppe Poeta commenta la vittoria in Gara 4 contro la Germani Brescia che vale il passaggio alla finale Scudetto.
"Sono molto contento. Complimenti a Brescia, un anno straordinario, si è confermata dopo l'anno scorso, che è la cosa più difficile. Ci hanno messo in grande difficoltà, ma siamo stati molto bravi, quattro partite di estrema solidità. Abbiamo perso il filo forse solo nell'ultimo quarto di Gara 2. Per il resto, quattro partite solide, sono contento. Oggi abbiamo controllato quasi tutta la partita. Siamo stati un po' meno bravi difensivamente, dove siamo riusciti a togliere lo short roll a Bilan. Quello ci ha fatto un po' male stasera. Ma non ci siamo fermati contro la zona, continuando a produrre. Non era scontato arrivare in finale contro una squadra esperta, intelligente, che gioca da anni insieme e voleva tornare in finale".
Unità d'intenti per lo Scudetto
"Sono contento, la nostra è una squadra che ha avuto alti e bassi ma nei momenti importanti si è sempre compattata. In Coppa Italia siamo riusciti a portarla a casa, in questi playoff stiamo facendo un ottimo percorso. Sono molto contento. Non dobbiamo fermarci qua, c'è ancora l'ultimo passo da fare. Con questa unione d'intenti possiamo toglierci delle soddisfazioni. Un passo alla volta".
Che finale sarebbe con Virtus o Venezia?
"Con la Virtus più emotiva, dove c'è una sfida che va avanti da anni. Avremmo il fattore campo contro, e una serie di cose che la renderebbe più emotiva, dove vince chi ha i nervi saldi, chi è più cinico, chi ha più valore al possesso. DAll'altra parte Venezia è una squadra che ha picchi di talento incredibili. Lo sta dimostrando in questi playoff. Giocano leggeri, sono underdog, sono profondi, hanno talento. Sarebbe una finale ancora diversa. Arriverebbero leggeri, e con talento: due mix che possono creare grandi problemi".
La prestazione di Quinn Ellis
"Ha fatto una serie di grande sacrificio contro un tatticismo esasperato nei suoi confronti. È alla settantesima partita, in una semifinale, non si è sbloccato in attacco, ma è stato in campo e ci ha dato ritmo senza perdersi"
Come va il cinismo e cosa si può ancora fare meglio?
"Il nostro cinismo deve partire dalla difesa. Possiamo farlo, abbiamo dei quintetti che possono farlo,possono portare fisicità, atletismo. Deve partire da lì, non prendere due/tre canestri in fila. Cosa dobbiamo migliorare? Secondo me possiamo muoverla ancora di più in attacco. A volte diventiamo ancora stagnanti. Di flusso, di ribaltamenti... Possiamo diventare ancora più pericolosi e coinvolgere tutti".