Justin Johnson, finale da ex: "Felice di poter giocare contro Rbr e di tornare in un palazzetto al quale mi legano ottimi ricordi"
Justin Johnson, trentenne nativo del Kentucky, si appresta a vivere la sua seconda finale consecutiva per la promozione in Serie A. Dopo averla sfiorata l'anno scorso con Rimini al termine di un campionato di vertice, quest'anno ci riprova con la maglia di Verona dopo una stagione di rincorsa, segnata anche dall'arrivo in panchina di coach Ramagli al posto di Cavina. Sulle differenze psicologiche tra i due percorsi stagionali, il giocatore chiarisce: «Non ci sono grosse differenze, il valore di una finale non cambia, né il percorso che è stato fatto per raggiungerla. Le squadre che sono arrivate fino a questo punto si sono meritate di poter competere per la promozione». Riguardo all'impatto decisivo del nuovo tecnico, aggiunge: «In quel momento il cambio della guida tecnica ci ha dato una spinta per poter superare un momento difficile soprattutto a livello di risultati e ci ha permesso di arrivare al punto dove siamo adesso. Un ottimo allenatore, mi trovo molto bene con lui».
Il destino ha voluto che l'avversaria di Verona in questa serie decisiva sia proprio Rimini, squadra rimasta nel cuore di Johnson e i cui tifosi lo rimpiangono ancora oggi. Alla domanda se avrebbe preferito evitare la sua ex squadra in finale, l'americano risponde senza esitazioni: «No, anzi, sono felice di poter giocare contro Rbr e di tornare in un palazzetto al quale mi legano ottimi ricordi. In ogni caso una finale è una finale e sono concentrato esclusivamente sulla mia squadra». Analizzando i punti di forza della formazione romagnola, Johnson evidenzia: «Il grande talento degli esterni è senza dubbio il loro marchio di fabbrica, giocatori come Marini, Tomassini e Denegri hanno dimostrato di saper fare la differenza in qualsiasi momento in questo campionato». E sulle attenzioni difensive che gli verranno riservate, precisa: «Non credo che ci sarà un solo giocatore sulle mie piste, Rimini la conosciamo bene, usa diverse difese ed è una squadra preparata a livello tecnico-tattico. Avrò diversi avversari da affrontare, sia in attacco che in difesa”.
Con garauno ormai alle porte e una piazza veronese caldissima e pronta a spingere la squadra verso la massima serie, Johnson ha le idee chiare su quale debba essere l'approccio giusto per centrare l'obiettivo. Interrogato sull'aspetto tattico principale per regalare la promozione al popolo gialloblù, il lungo statunitense conclude: «La chiave è una e molto semplice: dovremo giocare la nostra pallacanestro per tutti i quaranta minuti di ogni partita, essere noi stessi in ogni aspetto del gioco senza snaturarlo, giocando con intensità e durezza, caratteristiche principali nella post season, fondamentali quando in palio c’è un obiettivo così importante».