Mike Brown spiega l’impatto silenzioso di Josh Hart prima di Gara‑2 contro gli Spurs

Mike Brown spiega l’impatto silenzioso di Josh Hart prima di Gara‑2 contro gli Spurs
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Ci sono partite che si preparano nei dettagli più piccoli, e Mike Brown lo sa bene. Alla vigilia di Gara‑2 delle Finals contro gli Spurs, il coach dei Knicks ha ripreso in mano i temi emersi dopo il successo in apertura di serie, soffermandosi su ritmo, disciplina difensiva e gestione dei momenti chiave.

Il nome che ha dominato la conversazione è stato quello di Josh Hart, autore di soli tre punti ma protagonista in tutto ciò che non compare nelle statistiche principali. Brown non ha avuto esitazioni nel definirne il peso: “Sì, è stato enorme. Ci ha aiutato con il nostro ritmo”. Ha spiegato che la volontà della squadra è chiara: “Vogliamo giocare veloce. Lo sanno tutti. È difficile segnare man mano che vai avanti nei playoff”.

Per Brown, la chiave è stata la capacità di Hart di spingere il pallone prima che la difesa avversaria si schierasse. “Cerchi di portare la palla su il più velocemente possibile per attaccare una difesa che non è ancora sistemata. E Josh è stato fenomenale nell’aiutarci a farlo” .

Il coach ha poi sottolineato la versatilità difensiva del giocatore: “Ha marcato tanti giocatori diversi” e ha evidenziato la sua attenzione nel “provare a essere fisico senza commettere fallo” . A questo ha aggiunto il contributo a rimbalzo e la presenza sul lato debole: “Ha semplicemente preso rimbalzi. È stato grande. È stato grande sul lato debole difensivamente”. Per Brown, Hart ha inciso in così tanti modi da risultare “probabilmente il giocatore più impattante” nonostante le percentuali dal campo.

Il discorso si è poi allargato alla panchina, con un riferimento a Jose Alvarado e agli undici minuti che hanno cambiato un momento complicato: “È stato enorme. Quando Jalen è uscito, è entrato e ci ha stabilizzati perché stavamo un po’ arrancando. Ci ha portati nel nostro attacco. È stato davvero, davvero bravo in difesa”.

Brown ha parlato anche della solidità di Karl‑Anthony Towns, lodandone la concentrazione: “KAT è stato davvero presente in tutto ciò che stiamo facendo” e ha aggiunto che in transizione difensiva “probabilmente è stato uno dei migliori della stagione” .

Inevitabile il riferimento a Victor Wembanyama, per il quale Brown ha usato parole semplici e realistiche: “Non lo fermerai. Speri che sbagli. Ma devi mandargli addosso persone diverse, coperture diverse. E devi cercare di non mandarlo in lunetta”. 

Sul tiro da tre degli Spurs, Brown ha parlato di una scelta calcolata: meglio concedere un tiro contestato dalla distanza che permettere alle guardie di arrivare al ferro. “Se devo scegliere il mio veleno, prendo un tiro da tre contestato tardi dalle loro guardie, perché sono così bravi quando arrivano in area”. Ha poi spiegato il lavoro di scouting e la collaborazione interna su matchup e aggiustamenti: “Ne parliamo sempre. Inizia da quei ragazzi. I nostri scout avanzati fanno un ottimo lavoro. È uno sforzo collettivo. Riceviamo input dai giocatori”.

Infine, un passaggio sull’energia dei tifosi, anche in trasferta: “È enorme. Avere tifosi così… ti dà una spinta sapendo che hai persone che ti sostengono ad alto livello”. Gara‑2 si giocherà a San Antonio, con i Knicks avanti 1‑0 nella serie e con Brown che continua a costruire la sua partita attraverso ritmo, disciplina e un impatto che, come quello di Hart, spesso si vede solo guardando oltre il tabellino.

Redazione Pianetabasket.com
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