Chicago passa dal collo di bottiglia più delicato: scegliere il nuovo allenatore

Chicago passa dal collo di bottiglia più delicato: scegliere il nuovo allenatore

Ci sono momenti in cui una franchigia sembra sospesa, come se il tempo rallentasse in attesa della decisione che può cambiare la traiettoria di un progetto. A Chicago questa sensazione è diventata quasi quotidiana, perché il dopo‑Donovan non ha ancora trovato un nome, né un volto, né una direzione definitiva. Adesso, dopo settimane di colloqui e valutazioni, il cerchio sembra finalmente restringersi.

I Bulls hanno incontrato una decina di candidati, scandendo un ritmo quasi settimanale di colloqui, ma secondo quanto riportato da Jake Fisher e Marc Stein, la ricerca avrebbe ormai assunto contorni più nitidi, riducendosi a tre profili ben definiti. La prossima settimana è prevista una seconda tornata di incontri, e Wes Unseld Jr. dovrebbe essere tra i protagonisti di questa fase decisiva. Il suo nome non è casuale: dopo l’addio ai Wizards, era diventato il primo assistente proprio di Billy Donovan, e la sua candidatura suggerisce la volontà della dirigenza di non stravolgere tutto, mantenendo una certa continuità tecnica e culturale.

Accanto a lui resta in corsa Micah Nori, braccio destro di Chris Finch ai Wolves, figura stimata e considerata pronta per un salto di responsabilità. E a completare il terzetto c’è Chris Quinn, storico assistente di Erik Spoelstra, il cui nome è stato aggiunto da ClutchPoints e che rappresenta un’altra declinazione possibile del progetto Bulls, più orientata verso la scuola Heat e la sua cultura tecnica.

Il restringimento della rosa implica inevitabilmente anche delle esclusioni. Tiago Splitter, Johnnie Bryant e Kevin Young non avrebbero convinto o non avrebbero proseguito il percorso di selezione, segno che Chicago ha deciso di puntare su profili con caratteristiche più definite per il tipo di ricostruzione che immagina.

La sensazione è che la scelta non riguardi soltanto un allenatore, ma un’identità. Chicago sta cercando un equilibrio tra continuità e rinnovamento, tra la necessità di voltare pagina e quella di non perdere ciò che di solido era stato costruito. E in questo equilibrio sottile, i tre finalisti rappresentano tre possibili strade, tre modi diversi di immaginare il futuro.

Redazione Pianetabasket.com
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