ABA Liga, Partizan in difficoltà sotto i colpi di Dubai: difesa e nervi da ritrovare
Non è l’avvio che il Partizan Mozzart Bet immaginava per la finale ABA Liga: Dubai si prende la prima sfida con un 99-93 al termine di una serata in cui la squadra di Joan Peñarroya ha smarrito proprio ciò che in una serie senza vantaggio del campo diventa vitale, cioè lucidità e solidità difensiva.
Nei due anni più recenti il Partizan non ha ancora trovato la chiave per vincere negli Emirati Arabi Uniti e anche stavolta ogni tentativo è sembrato incompleto, con la difesa che ha concesso ben 51 punti al Dubai nel primo tempo e ha sofferto la fisicità di Kabengele nel pitturato, mentre l’energia iniziale di Aleksa Avramović ha acceso il ritmo ma non è bastata a tenere insieme il sistema, lasciando che la partita si incanalasse su binari favorevoli ai padroni di casa e alimentando una tensione crescente che si è poi tradotta in falli tecnici e proteste per fischi percepiti come mancanti nei momenti più caldi.
Džanan Musa from downtown!@dubaibasket | @PartizanBC #ABAPlayoffs pic.twitter.com/vS6I9h64lD
— AdmiralBet ABA League (@ABA_League) June 4, 2026
Dentro questo quadro, il talento offensivo non è mancato né da una parte né dall’altra: Dubai ha trovato un riferimento costante in Džanan Musa, autore di 22 punti, ha sfruttato la regia produttiva di MacKinley Wright con 19 punti e nove assist e ha cavalcato la presenza di Mfiondu Kabengele, capace di chiudere con 19 punti e sette rimbalzi, mentre il Partizan ha provato a restare agganciato alla gara con Carlik Jones (21 punti, cinque rimbalzi e quattro assist), Sterling Brown (20), Dwayne Washington (18) e Isaac Bonga (13), fino alla fiammata di Washington nel terzo quarto che, insieme agli interventi di Nick Calathes e Tonye Jekiri, ha riportato i bianconeri a sole tre lunghezze di distanza prima che il nervosismo, ancora una volta, prendesse il sopravvento e spalancasse di nuovo la doppia cifra di margine per Dubai.
Ora la pressione si sposta sulla prossima partita, già in programma sabato, perché il Partizan sa che tornare a Belgrado sotto 0-2 trasformerebbe la serie in una missione quasi impossibile e il compito è chiaro: ricostruire la propria identità difensiva a partire dal contenimento di Wright, ristabilire il controllo del rimbalzo dove Kabengele ha dominato e, soprattutto, ritrovare una testa fredda che impedisca alle decisioni arbitrali di diventare un fattore emotivo, così da poter finalmente cambiare la storia delle sue notti di finale a Dubai.