Il Panathinaikos risponde: 68‑58 e serie in parità contro l’Olympiacos

Il Panathinaikos risponde: 68‑58 e serie in parità contro l’Olympiacos
© foto di panathinaikos twitter

Il secondo atto delle finali greche ha raccontato una storia diversa rispetto alla gara d’apertura. Niente “partita dei tiri liberi”, niente squilibri come nel 29‑5 del Game 1: questa volta il Panathinaikos ha imposto ritmo, fisicità e lucidità, ribaltando la serie con un 68‑58 che rimette tutto in equilibrio. La squadra di Ataman ha mostrato un volto completamente diverso, trascinata da un Nigel Hayes‑Davis in versione dominante, autore di 23 punti e protagonista assoluto della serata.

Il Panathinaikos ha costruito la sua vittoria nel secondo tempo, dopo essere risalito dal -10 del 16’. La rimonta è nata dalla durezza difensiva e dalla capacità di Hayes‑Davis di cambiare l’inerzia con un “crescendo” personale che ha cancellato la serata storta del primo match, quando aveva chiuso con 1/13 dal campo. Accanto a lui, Osman ha dato continuità con 11 punti e 6 rimbalzi, mentre Grant e Toliopoulos hanno offerto minuti solidi in una serata complicata per Kendrick Nunn, fermo a 4 punti con 1/9 al tiro.

Dall’altra parte, l’Olympiacos è apparso irriconoscibile. Percentuali basse, scelte affrettate e un attacco che non ha mai trovato ritmo. I numeri parlano da soli: 6/23 da tre, 16 assist a fronte di 14 palle perse, e un Walkup che ha continuato a tirare senza trovare il ferro, chiudendo con 1/7 dall’arco. Anche Vezenkov è rimasto lontano dai suoi standard, fermato a 9 punti e 5 rimbalzi, mentre Peters e Milutinov non sono riusciti a incidere.

Il primo tempo era stato segnato da grande imprecisione da entrambe le parti, con il Panathinaikos che aveva trovato ossigeno grazie a un parziale di 9‑0 e al canestro di Toliopoulos che aveva fissato il 29‑30 dell’intervallo . Nel frattempo, non erano mancati momenti di tensione fuori dal parquet, con proteste di Giannakopoulos e un accenno di interruzione da parte degli arbitri Pagina corrente.

La ripresa ha cambiato tutto. Il Panathinaikos ha aperto con un altro 7‑0, portandosi sul 36‑30 e costringendo Bartzokas al timeout, mentre il parziale complessivo toccava il 19‑3. Hayes‑Davis ha continuato a colpire dall’arco, Osman ha firmato il +10 e l’Olympiacos ha iniziato a perdere contatto, confuso e senza soluzioni offensive credibili.

Nel quarto periodo, il Panathinaikos ha toccato anche il +14, con Hayes‑Davis arrivato a 23 punti e 5/8 da tre, mentre l’Olympiacos provava a rientrare con Evan Fournier, autore di 15 punti, 7 rimbalzi e 7 assist, ma anche 6 palle perse. L’unico momento di apprensione per i padroni di casa è arrivato con l’infortunio di Lessor, costretto a uscire per crampi dopo una schiacciata, ma senza conseguenze gravi secondo quanto riportato dal bordo campo.

A chiudere la partita ci ha pensato Rogkavopoulos, con la tripla del 68‑56 che ha spento definitivamente le speranze dell’Olympiacos prima del 68‑58 finale. La serie ora torna al Pireo sull’1‑1, con il Game 3 fissato per lunedì 8 giugno al SEF. Dopo questa risposta del Panathinaikos, la finale greca ha ufficialmente preso fuoco.

Redazione Pianetabasket.com
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