I Miami Heat risorgono ad Atlanta: Powell e Larsson dominano gli Hawks

I Miami Heat risorgono ad Atlanta: Powell e Larsson dominano gli Hawks
© foto di nba.com

Southeast Division, stessa zona di classifica, stessa sensazione di squadra in difficoltà. Atlanta e Miami arrivavano a questo incrocio come due gruppi alla ricerca di un segnale: gli Hawks reduci da quattro sconfitte consecutive, gli Heat con appena una vittoria nelle ultime nove uscite. Stavolta però la gara si trasforma nel laboratorio perfetto per la rinascita della squadra di coach Miami, che alza la voce in casa Atlanta e si porta via un successo pesante: 126-111, nel cuore di una serata in cui il collettivo Heat torna a somigliare a se stesso.

E il paradosso, guardando il tabellino, è che Miami ritrova identità proprio nella notte in cui mancano due colonne come Bam Adebayo e Tyler Herro. Senza il suo fulcro interno e il creatore di gioco dal perimetro, il pallone trova nuove mani affidabili: Norman Powell chiude con 25 punti, 7 rimbalzi e 5 assist, Pelle Larsson ne aggiunge 21 con 6 rimbalzi e 5 assist, dettando tempi, ritmo e aggressività a entrambe le metà campo. Dall’altra parte ci sono i numeri importanti di Trae Young, 30 punti e 7 assist, e la quasi tripla doppia di Jalen Johnson, 24 punti, 10 assist e 9 rimbalzi, ma la sensazione è che i due leader degli Hawks giochino sempre sul filo, costretti a rincorrere e a tenere in piedi una squadra che, appena rallenta dall’arco, perde completamente contatto.

La partita, in realtà, si orienta già nella prima metà. Miami non spacca subito il punteggio, ma costruisce il proprio vantaggio su dettagli che fanno una grande differenza: rimbalzo offensivo, gestione delle palle perse, selezione dei tiri. Gli Hawks vivono di fiammate dall’arco, ma ogni volta che sembrano pronti a prendersi l’inerzia, il pallone finisce nelle mani sbagliate o rimbalza lungo sul ferro proprio nel momento chiave. Il primo vero strappo arriva nel finale di secondo periodo: gli Heat salgono di colpi con l’energia di Norman Powell e, soprattutto, di Jaime Jaquez Jr, che insieme firmano un 12-0 sanguinoso. Si va all’intervallo sul 63-51, con Atlanta punita anche dalla mano pesante di Pelle Larsson e costretta a inseguire dopo aver dato troppe concessioni nelle piccole cose.

Dopo la pausa lunga, Trae Young prova a spezzare la monotonia con le sue letture in pick and roll, Jalen Johnson attacca il ferro, spinge in transizione e prova a rianimare un’arena che capisce quanto questa partita pesi nella corsa playoff di conference. Ma ogni mini-break di Atlanta viene assorbito da un Miami che, stavolta, risponde a ogni colpo con un protagonista diverso. C’è il risveglio offensivo di Andrew Wiggins, il lavoro silenzioso ma fondamentale di Kel’el Ware vicino al ferro, il career-high di Pelle Larsson che si prende responsabilità da veterano, e il metronomo Norman Powell che tiene insieme ritmo, spaziature e aggressività. Troppo, per degli Hawks incapaci di proteggere il proprio canestro e di prendersi cura del pallone per più di qualche possesso consecutivo: il punteggio finale, 126-111, racconta di una notte in cui le percentuali e i numeri premiano Miami, ma dietro c’è soprattutto la ritrovata solidità di un gruppo che, almeno per una sera, torna ad assomigliare alla versione migliore di se stesso.