LBA - Niccolò De Vico si racconta al tempo del lockdown

26.05.2020 18:50 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
LBA - Niccolò De Vico si racconta al tempo del lockdown

Niccolò De Vico, ala piccola in forza alla Vanoli Cremona, si è raccontato in una Q&A in diretta Instagram con “Schiaccio E Non Faccio Fatica”, la community dedicata al mondo della pallacanestro nata da “Che Fatica La Vita Da Bomber”. Ecco le sue dichiarazioni.

IL LOCKDOWN: «Mi sono allenato al campetto e in casa con gli attrezzi che ho a disposizione. Sto facendo anche un po' di pugilato con un amico che fa box e ha una palestra. Mi tengo in forma cercando di fare qualcosa di diverso. Oggi sono andato ad allenarmi con Stojanovic, anche lui fa pugilato, un paio di cazzotti ce li stiamo tirati (ride, ndr). Senza fare seriamente però».

L'INTERRUZIONE: «Stoppare il campionato è stata una scelta corretta, forse avrebbero dovuto farla prima. Non c'erano le condizioni per ricominciare, ancora adesso le nostre palestre sono chiuse e non possiamo allenarci. Per riprendere almeno un mese di preparazione lo devi fare, si sarebbe andati troppo in là. E non sarebbe stato bello riprendere senza pubblico. I tifosi nella pallacanestro sono il motore. Nel calcio è diverso, ci sono i diritti tv e altre dinamiche. Riprendere sarà difficile anche a livello economico, i budget saranno ridotti per tutti, per i club e per i tifosi. Speriamo di ricominciare in autunno, sono sicuro che in futuro le cose andranno per il meglio».

LA PALLACANESTRO: «Per me la pallacanestro è vita. È la mia vita. Sono riuscito a fare della mia passione un lavoro, mi reputo una delle persone più fortunate al mondo. Occupa gran parte delle mie giornate, è tutto e spero che duri il più a lungo possibile».

I COACH: «Federico Danna è il coach che mi ha dato di più, a quindici anni mi ha preso nelle giovanili, ho vissuto a casa sua il primo anno, mi ha accompagnato nella mia crescita. Insieme abbiamo condiviso sette anni pieni, mi ha formato e mi ha insegnato molto anche fuori dal calcio: la puntualità, l'ordine, la pulizia...sembrano cose da niente, ma un professionista in realtà se le porta dietro per sempre. Federico è una buona persona. Quando si arrabbia però è meglio scappare. Mi sono sempre trovato bene con tutti gli allenatori. Forse solo con Pillastrini ho avuto qualche incomprensione l'anno scorso a Reggio Emilia, ma la verità è che non abbiamo avuto abbastanza tempo per studiarci, per capirci. È arrivato a stagione in corso, ci siamo salvati, alla fine ha fatto bene. Mi piacerebbe essere allenato da Pozzecco. Ci conosciamo bene, è una persona divertente ma anche un bravo professionista. Sta vincendo e migliorando i suoi giocatori. Mi piacerebbe per tutti questi motivi. Con Meo Sacchetti ho avuto un bellissimo rapporto. È una persona vera, quello che pensa fa».

I TALENTI E GLI EX COMPAGNI: «Stojanovic ha grandi potenzialità. Lui lo sa, io l'ho sempre spinto molto. È già un bravo giocatore per la Serie A, ma secondo me può fare molto di più. Mi piacerebbe tornare a giocare con Luca Infante, insieme a Biella ci eravamo divertiti, ritrovarlo dopo un po' di anni mi farebbe piacere. A Reggio c'è stata questa possibilità, poi le cose sono andate diversamente. Infa è un amico».

LE SQUADRE: «Ho bellissimi ricordi sia di Biella sia di Reggio Emilia. Tornerei a Biella per riportarla in Serie A. A Biella diventare capitano è stato bellissimo. Dalle giovanili sono arrivato fino in Prima Squadra. Quell'anno vincemmo molto in campionato. È stato stupendo. A Reggio ho fatto due anni belli e intensi. I tifosi più caldi? La Fossa dei Leoni, i tifosi della Fortitudo. Spero un giorno di giocare con quell'atmosfera. Ti trasmette una carica incredibile. Sono un giocatore molto passionale, mi piacerebbe giocare in futuro in una piazza che vive di pallacanestro al cento per cento»