Esclusiva PB

Mariella Santucci a PB: «Non vediamo l'ora di giocare il Mondiale!»

La playmaker della Nazionale e della Reyer Venezia, racconta la crescita dell'Italia e lo stato d'animo dopo il risultato di Porto Rico
17.03.2026 15:20 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
Mariella Santucci a PB: «Non vediamo l'ora di giocare il Mondiale!»
© foto di fiba.basketball

Mariella Santucci il giorno dopo aver raggiunto la qualificazione al Mondiale è più facile descrivere le emozioni?
Il giorno dopo abbiamo preso coscienza di quello che abbiamo fatto. Siamo felici. Volevamo questo risultato dal giorno dopo la medaglia di bronzo dell’Europeo dell’anno scorso. Perché una delle caratteristiche di questo gruppo è che guardiamo subito avanti. C’è la festa ovviamente per il risultato ma poi testa al prossimo appuntamento. Questa qualificazione ci ha ulteriormente dato la consapevolezza che possiamo giocarcela con tutte e che abbiamo raggiunto quel livello di gioco e di competitività. Quasi quasi non vediamo l’ora di essere in Germania ai mondiali ma c’è tempo”.

Nel vedervi giocare si ha la sensazione di una squadra matura. E’ così?
Io credo proprio di sì. Abbiamo tante motivazioni, siamo nello stesso range di età più o meno, ci conosciamo dalle varie Nazionali giovanili e stiamo insieme nella senior da un po'. Tutte giochiamo le Coppe europee da qualche anno quindi ci siamo abituate a quel livello di gioco e qualità, e di fisicità vorrei dire. Siamo responsabilizzate, il coach Capobianco e tutto lo staff ha fatto un gran lavoro nel mettere insieme queste qualità che prima per un motivo o per l’altro non riuscivano ad emergere. E poi le questioni tecnico tattiche

In questo senso qual è il passo in avanti più importante che avete fatto?
La condivisione del possesso. E delle responsabilità in campo e nel gruppo. Ognuna di noi sa perfettamente quale è il suo ruolo ed i suoi compiti, comprese le stelle della squadra, e non c’è mai un calo di intensità quando ci sono cambi. Ognuna di noi è se stessa, gioca come sa giocare ma lo fa all’interno ed al servizio del gruppo. A me piace molto giocare con le lunghe per esempio, e devo dire che il mio lavoro è più facile con le mie compagne che giocano sotto canestro. Tutto questo inizia dai raduni dove sappiamo quello che c’è da fare sin dal primo giorno

Come è stato giocare in un palazzo così grande ma vuoto?
Una sorpresa anche se capisco che siamo dall’altra parte del mondo, a parte le americane e le padrone di casa ovviamente. E poi durante la settimana non è che la gente ha tutto questo tempo per venire a vedere le partite. Ma anche su questo abbiamo avuto la giusta carica dal nostro coach. Forse la stanchezza del viaggio (circa 15 ore, ndr) ha inciso sui punti che abbiamo segnato perché noi abbiamo fatto un allenamento e siamo partite, il tempo di assorbire il viaggio e subito in campo. Ma va bene anche così visto come è andata

Per voi è la prima volta contro il resto del mondo del basket. Come è stato affrontare nazionali non europee?
Stimolante. Interessante vedere e confrontarsi con un altro tipo di pallacanestro, con un’altra fisicità, con situazioni diverse rispetto alle abitudini. Quindi direi molto bello

Lei è in un momento magico della sua carriera: nel giro di tre anni scudetto con la Reyer, il bronzo con la Nazionale, l’approdo alla Final Six, ed ora questa qualificazione…
La cosa che mi fa più impressione e che mi carica moltissimo è che tutto questo è arrivato dopo l’infortunio al ginocchio. Dopo la paura di aver interrotto la mia carriera ed altri pensieri negativi che ti arrivano in quei momenti. Invece è come se quell’incidente mi avesse rigenerato, caricato, sono rinata. Sono orgogliosa perché ho lavorato tanto per arrivare ai risultati che ho sempre sognato. Il che mi fa pensare che la volontà è quella cosa che ti fa andare oltre, che ti fa superare ostacoli che sembrano troppo alti