Boni: " Le società non facciano campionati che non posso sostenere"

16.05.2020 16:50 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Boni: " Le società non facciano campionati che non posso sostenere"

Intervenuto a J Live (QUI), Mario Boni vicepresidente della Giba ha commentato le novità trapelate dall'assemblea di Lega Basket A tenutasi ieri (15 maggio). Ecco un estratto.

Supercoppa - Hanno pronosticato una Supercoppa a gironi in modo da evitare i tornei estivi. Questo sarebbe meno traumatico per quanto riguarda le porte chiuse, perchè all'inizio si dovrà giocare a porte chiuse. Questa manifestazione serve per far scaldare i motori. Il campionato si può farlo slittare ed iniziarlo a novembre. L'importante è che si cominci a porte aperte in arene grandi cosi' da permettere di distanziare il pubblico.

Contratti - Stiamo cercando di trovare un'intesa con Lnp. All'inizio è stata certamente brusca perchè abbiamo rilevato da parte di LNP un atteggiamento padronale e poco disposto ad avere un minimo di trattativa. Secondo noi il 70% è basso. Qualche squadra si sta attrezzando per pagare più del 70%. Molti invece hanno approfittato di questa stagione per non pagare e chiudere la stagione. Ci auguriamo maggiore apertura. Riteniamo il nuovo contratto inaccettabili nel merito e nella forma in cui è stato presentato. Ci sarà un tavolo di valutazione per vedere che contratto ci può essere

Società - Non c'è nessun obbligo da parte dei club di fare la Serie B o la Serie A2. Ci vuole un atto di responsabilità. C'è un aspetto della pallacanestro che coinvolge direttamente gli atleti. Se uno non riesce a pagare e garantire il giusto per sostenere la vita dello sportivo che fa della pallacanestro la sua professione io direi un disimpegno. Molte squadre è inutile che insistano nel fare la Serie B e far allenare i ragazzi alle 17-18. Questi ragazzi devono capire che non tutti posson fare della pallacanestro il proprio lavoro perchè forse non hanno le qualità per fare il giocatore di pallacanestro. Magari allenarsi dalle 20 in poi in modo che i giocatori possano studiare, trovarsi un lavoro e lavorare su se stessi. Non tutti possono fare il giocatore di pallacanestro.