Una rivolta di spogliatoio ha portato all'addio di Obradovic col Partizan
Ora che finalmente le acque si sono calmate con il definitivo NO di Obradovic a ritirare le dimissioni presentate alla dirigenza del Partizan Belgrado, nonostante le affettuose pressioni dei tifosi del club e una dirigenza incline a lasciargli mano libera al punto di promettere un assegno in bianco per fare cambiamenti profondi nel roster attuale, emergono retroscena che vanno a comporre un mosaico chiarificatore. Si parla di una mezza rivolta di spogliatoio, almeno cinque giocatori che avrebbero contestato il coach pubblicamente e minacciato di andarsene via, si parla di giocatori che avrebbero rivelato infortuni all'ultimo secondo precedente partite di EuroLeague che hanno condizionato pesantemente le prestazioni della squadra. "Obradović non è riuscito a creare un buon rapporto con i giocatori," scrivono ora i media, "entrambe le parti non sono riuscite a funzionare, ci sono state dispute irriconciliabili tra l'allenatore e i suoi giocatori. In definitiva, Obradović ha semplicemente perso lo spogliatoio." Dopo la partenza dell'allenatore, tifosi arrabbiati del Partizan hanno fatto irruzione nella Stark Arena e l'allenamento della squadra previsto è stato cancellato. Il capitano Vanja Marinkovic è andato a parlare con loro con l'aiuto della polizia per calmare gli animi. Ma è chiaro ormai che l'ultima partita di Zeljko Obradovic come allenatore del Partizan sarà stata una sconfitta contro il Panathinaikos ad Atene.