A2 F - CUS Cagliari, il cuore non basta a evitare sconfitta contro Faenza
Un epilogo amaro per una partita giocata con un cuore immenso. Il CUS Cagliari cede di un soffio all’E-Work Faenza, che espugna il PalaCUS con il punteggio di 50-49 al termine di una vera e propria battaglia sportiva. Resta il rammarico per l’occasione sfumata per un solo punto, ma anche la consapevolezza di aver tenuto testa a una delle formazioni più in forma del girone, mostrando una capacità di reazione che fa ben sperare per il rush finale. L’avvio è segnato dalle difese che prevalgono nettamente sugli attacchi. Faenza mette in campo una grande intensità, togliendo ritmo e linee di passaggio alle universitarie, ma fatica a sua volta a trovare facilmente la via del canestro.
A sbloccare l'impasse è un parziale di 6-0 delle ospiti propiziato soprattutto dalla tripla di Ronchi, poi il CUS risponde con un break di 4-2 che fissa il punteggio sul 7-12 alla prima sirena. Il secondo quarto sembra iniziare sotto i peggiori auspici per le ragazze di coach Xaxa: le romagnole approcciano con ferocia e piazzano un parziale di 8-0 che le proietta sul massimo vantaggio (+14). Sembra il colpo del ko, invece è proprio qui che suona la sveglia per il CUS. Una tripla di Piędel rompe il ghiaccio e accende la miccia: le cagliaritane, trascinate dal pubblico di Sa Duchessa, costruiscono una rimonta clamorosa.
La difesa diventa impenetrabile e l’attacco, con una fiducia ritrovata, produce un parziale di 15-0 che ribalta completamente l’inerzia e manda le squadre al riposo lungo con le cussine addirittura avanti di una lunghezza. Al rientro dagli spogliatoi la partita vive di strappi. Faenza tenta la fuga affidandosi alla giornata di grazia di Ronchi e Zanetti, ma le universitarie non mollano di un centimetro. Il nuovo tentativo di allungo ospite (break di 7-0) viene annullato da una nuova reazione del CUS, che riesce a ricucire anche questo strappo arrivando all’ultimo mini-intervallo in perfetta parità: 35-35. L’ultimo quarto è una guerra di nervi e stanchezza. Gli errori e le palle perse si moltiplicano da entrambe le parti, ma a pesare sulla gestione del finale è la situazione falli: il CUS esaurisce troppo presto il bonus, concedendo viaggi in lunetta che permettono alle romagnole di restare avanti, seppur di misura. Nonostante le difficoltà, le universitarie si guadagnano l'opportunità per vincere: con pochi secondi sul cronometro e sotto di un punto, la palla arriva nelle mani di Piędel ma la sua tripla si infrange sul ferro.
È una sconfitta che brucia per come è maturata, ma che non deve scalfire il morale delle cagliaritane, e le parole della pivot delle universitarie Tea Perić al termine del match lo confermano: “Accumulare uno svantaggio come quelle del secondo quarto rende difficile recuperare, ma noi non abbiamo mai mollato e siamo riuscite a rimettere in piedi la partita; purtroppo alla fine la fortuna ha aiutato le nostre avversarie e non noi.”Ora il calendario propone una sfida ad alto coefficiente di difficoltà: la trasferta di Villafranca contro Alpo. Anche al riguardo, la pivot bosniaca ha le idee chiare: “Servirà lo stesso spirito combattivo visto oggi in difesa per non concedere canestri facili. Alpo è una squadra forte ma noi dobbiamo andare là con fiducia perché non si sa mai cosa può succedere”.