Golden State in difficoltà: Steph Curry prolunga l'assenza
Steph Curry dovrà restare ai box ancora per un po’, e per i Golden State Warriors questo significa continuare a vivere una stagione già complicata senza il loro leader. L’aggiornamento diffuso domenica dalla franchigia conferma che il due volte MVP sarà fuori per almeno altri dieci giorni, dopo una nuova valutazione sui persistenti problemi al ginocchio destro. Si tratta di una combinazione di patello‑femoral syndrome e contusione ossea, un infortunio delicato che non permette recuperi rapidi o lineari .
L’assenza di Curry e il peso sui Warriors. Curry non gioca dal 30 gennaio e ha già saltato dieci partite consecutive. Prima dello stop stava producendo numeri da fuoriclasse: 27.2 punti, 3.5 rimbalzi, 4.8 assist, 1.1 recuperi, con il 46.8% dal campo e il 39.1% da tre in 39 gare stagionali. Senza di lui, Golden State ha vissuto un andamento altalenante che oggi la colloca all’ottavo posto a Ovest con un record di 31-29, pur mantenendo un buon rendimento casalingo al Chase Center (19-12) .
Reazioni tra preoccupazione e realismo. La notizia ha scatenato molte reazioni tra tifosi e analisti. Alcuni chiedono prudenza assoluta, altri suggeriscono addirittura di fermare Curry per il resto della stagione per evitare rischi inutili. C’è chi teme che forzare il rientro possa aggravare la situazione e chi ritiene che, senza la sua presenza, i Warriors non abbiano le risorse per competere davvero fino in fondo. In ogni caso, la priorità resta la salute del giocatore.I Warriors si preparano alla sfida contro i Clippers sapendo che il rientro della loro stella non è imminente. La squadra dovrà trovare soluzioni interne, affidarsi alla profondità del roster e sperare che il resto del gruppo riesca a mantenere la rotta nella corsa ai playoff.