Andras e Peter Lorant: due agenti... poco segreti dall'Est

Varie
sabato, 25 maggio 2024 alle 15:20
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I due fratelli ungheresi, Peter ha giocato diversi anni in Italia, hanno messo su la loro agenzia per giocatori ed allenatori. Ecco perchè e cosa fanno
Peter Lorant, un ragazzone ungherese di nemmeno 40 anni oggi, evoca ricordi dolcissimi per i tifosi della Virtus Roma quella vera. Perché il centro ungherese faceva parte di quella squadra allenata da Marco Calvani che nel 2013 contese in cinque partite lo scudetto alla Montepaschi Siena. Una squadra fortissimi avrebbe detto Checco Zalone, quella di Roma: Luigi Datome, Phil Goss, Bobby Jones, Gani Lawal, Lorenzo D’Ercole solo per citarne alcuni. Bei tempi. Peter ha giocato fino a poco fa, tre anni, poi si è ritirato ed ha intrapreso la carriera di agente, seguendo le orme di suo fratello Andras, giocatore anche lui ma di livello non così alto come Peter. (nella foto Peter a sx Andras a dx)
Peter come è nata l’idea di diventare agente?
E’ stato facile. Già negli ultimi anni della mia carriera osservavo sempre più da vicino il lavoro di mio fratello in Octagon Europe. Quando ho smesso di giocare ho deciso subito che quello sarebbe stato il lavoro del futuro per me perché mi piaceva quello che Andras faceva. Così a dicembre 2023 siamo usciti dall’altra agenzia ed abbiamo fondato la Loranthazi Sports Agency, ( #loranthazi, @lhzsportagency dove Hazi sta per la città di provenienza della mia famiglia”.
L’approccio con un lavoro così diverso come è stato?
Direi non così difficile proprio perché un po' lo avevo seguito e poi perché mio fratello mi ha fatto da guida, così ho potuto sfruttare il suo impegno che va avanti da vent’anni. E poi perché ho iniziato appena smesso di giocare, quindi con un po' di sana adrenalina ancora addosso”.
Adesso com’è guardare la pallacanestro da questo versante, riesce ancora a fare il tifo per una squadra?
Io faccio il tifo e mi piace vedere della buona pallacanestro. Ovviamente sono coinvolto in ogni partita nella quale sono in campo giocatori rappresentati da noi, ma anche gli allenatori che abbiamo nel nostro portafoglio. Ci piace essere parte del loro successo e quindi tifiamo sempre per ognuno di loro”.
Cosa offrite di diverso rispetto ad altri agenti o agenzie alla Lorantahazi?
Non mi piace parlare degli altri. Dico che noi vogliamo interessarci dei nostri clienti nel modo più completo possibile, facendo parte della loro vita professionale non solo da un punto di vista dei contratti dei soldi. Il fatto di aver giocato e girato l’Europa da un lato mi avvantaggia: so quali possono essere le richieste, le obiezioni, le domande dei giocatori e degli allenatori in anticipo. Tutti vogliono la situazione perfetta, così il nostro impegno è quello di offrire loro più possibilità, diverse soluzioni. Abbiamo già diversi giocatori, anche da voi in Italia ed allenatori, speriamo di continuare a crescere anche se è difficile”.

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Fritzcarraldo
Esprimo la mia personalissima opinione: vediamo quante di queste "manifestazioni d'interesse" diventeranno accordi vincolanti,non è che fondi sovrani o società d'investimento si divertano a buttare un miliardo di dollari per creare dal nulla delle squadre di basket a Manchester o da qualche altra parte;tutte le società più importanti o sono rimaste in ambito Eca o cercano di aderirvi,paradossalmente anche le uniche due società neonate romane di proprietà Usa e di influenza Nba hanno fatto domanda,accolta,per giocare in Eurocup...Cosa vuol dire? Vuol dire che,smargiassate iniziali a parte,Nba ha compreso che non può arrivare in Europa e fare quello che le pare perchè si ritroverebbe a gestire un campionato completamente slegato dai valori sportivi e territoriali tanto cari a noi europeicol rischio di ritrovarsi con i palazzi dello sport semivuoti ed i bilanci in sofferenza stante anche gli enormi,millantati,investimenti iniziali.Dunque la soluzione più logica è che Nba Europe si allei con Eca,magari rilevando nel tempo l'intera struttura e gestendola con i propri criteri economici e prestazionali per farne un prodotto economicamente sostenibile (cosa che sappiamo attualmente è impossibile per Eurolega):Secondo me l'Eurolega del futuro sarà gestita dall'Nba ,magari anche col proprio marchio,diventerà comunque un prodotto di proprietà Usa che manterrà sostanzialmente i club europei come li conosciamo , più qualche new entry in piazze commercialmente interessanti (Roma appunto,con le disastrate modalità che abbiamo visto in questi giorni,Manchester forse,etc..).La controprova di queste dinamiche è l'ampliamento previsto delle franchigie e delle società partecipanti all'Eurolega ed alla Eurocup targate Eca con annesse penali in caso di recessione contrattuale:Nba Europe avrebbe terra bruciata nel costruire una propria competizione,nessuno in Europa la seguirebbe senza le società storiche ed i club più importanti.Lo stesso Petrucci,che era entusiasta dell'arrivo degli americani e glorificava il rientro del merito sportivo (sempre più sostenuto dalla Federazione come dimostrano le vicende romane degli ultimi giorni...)come criterio basilare per accedere al nuovo campionato (suo punto fermo nella lotta pluriventennale contro ECA),ultimamente è stranamente silente sulle vicende specifiche,segno evidente che ha fiutato il cambiamento nell'aria ed ha compreso che il basket europeo si avvia verso una superlega NBA/ECA dove la Fiba e le federazioni europee conteranno il giusto,cioè poco o niente..
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