Nazionale, operazione Eze
Ci sono squadre nazionali che sono riuscite a qualificarsi per gli Europei «comprando » americani, nazionalizzati non per discendenza o per matrimonio, ma solo grazie ad un passaporto graziosamente regalato assieme a tanti dollari: il caso di Jaabel (Roma) prima e di Rowland (Cremona) poi, diventati bulgari nel giro di pochi giorni, è solo l'ultimo nel mondo del basket. Così, per evitare altre brutte sorprese in vista delle prossime qualificazioni Europee, appuntamento fondamentale per il presente ed il futuro della nostra pallacanestro, la Federazione ha deciso di scendere in campo e di dar vita ad un'operazione difficile, ma allo stesso tempo affascinante sotto tanti profili: portare in azzurro Benjamin Eze, il centro nigeriano 29enne diventato italiano per matrimonio, da tre anni dominatore assoluto dei tabelloni con la maglia di Siena dove è approdato nel 2004. Il problema da risolvere è solo uno, e non da poco: Eze ha già vestito la maglia della nazionale under 18 nigeriana (oro ai campionati africani di categoria nel '98, 11° ai mondiali del '99). Quindi, come da regolamenti Fiba, non può giocare con la rappresentativa di un altro Paese. Ma, come è trapelato due giorni fa dai corridoi romani della Fip, il presidente Dino Meneghin non si è arreso. È ha richiesto alla Federazione internazionale e a quella nigeriana il nulla osta speciale per poter utilizzare Benjamin. La pratica, a meno di clamorose sorprese, sembra avere buone possibilità di concludersi positivamente, e anche in tempi relativamente brevi. D'altronde, come ricordano in Fip, ci sono altri esempi nello sport italiano di atleti che hanno potuto giocare in Nazionale dopo aver difeso i colori di altri Paesi, L'ultimo è quello di Taismary Aguero, due volte campionessa olimpica nel volley con Cuba e, dopo il matrimonio con un nostro connazionale, due volte campionessa europea con l'Italia. La mossa è dettata da due necessità: 1) premunirsi nel caso Andrea Bargnani, nostra star nella NBA, decidesse di non accettare l'invito di Meneghin a mettersi a disposizione del nuovo ct Pianigiani per le qualificazioni europei in agosto; 2) avere comunque un centro dominante in area che, meglio di chiunque altro, conosce gli schemi e la filosofia di Pianigiani, suo coach alla Montepaschi Siena. Fallito la scorsa estate il tentativo di convincere Stonerook, l'altro asso naturalizzato della Mens Sana, ad accettare la convocazione in Nazionale (l'americano diventato italiano anche lui per matrimonio ha sempre spiegato di aver bisogno di recuperare fisicamente in estate), la Fip dunque tenta il colpo Eze, che diverrebbe il primo atleta di origine africana della nostra rappresentativa. Prima di lui tanti americani che vantavano discendenze italiche (Campanaro, Mike D'Antoni, Silvester, Rocca i più recenti) ed altri che per matrimonio hanno avuto la possibilità di vincere un argento agli Europei, come Dan Gay nel 1997. Ma un 2,08 africano, atleticamente spaventoso per tempismo, elevazione e velocità, in azzurro non si è ancora mai visto...
Andrea Barocci