NBA - Lakers, Russell: "Il mio approccio? La gente viene a vedere LBJ e AD: io rubo lo spettacolo"
D'Angelo Russell è stato per settimane al centro dei rumors di mercato e nelle ore precedenti alla trade deadline, sembrava ormai scontato che i Los Angels Lakers lo avrebbero scambiato. Ciò non è avvenuto e nelle settimane successi "Dlo", alla sua seconda avventura con i Lakers che lo scelsero al Draft NBA del 2017, si è preso la scena. "Mi diverto molto qui fuori. Davvero, E con rispetto, il mio approccio è: 'Tutte queste persone sono venute a vedere AD, LeBron... ma io sto rubando lo spettacolo', ha detto a ESPN.
Intervistato dal media statunitense, l'ex T'Wolves ha rivelato tante situazioni a Los Angeles. La prima, forse la più strana, il suo rapporto con il capo allenatore Darvin Ham. Soprattutto la scorsa stagione, con Dennis Schroder in squadra: Ham ha iniziato a preferire il tedesco a Russell e quest'ultimo sapeva che tra i due c'era un rapporto importante. Schroder aveva infatti giocato a Atlanta quando Ham era assistente allenatore degli Hawks. "Il suo rapporto [di Schroder] con Darvin è il motivo per cui non ho potuto avere un rapporto con Darvin", ha detto Russell. "Quando ero in difficoltà, sarei potuto andare dall'allenatore e dire: 'Questo è ciò che dovremmo fare. Posso aiutarti'. Invece non c'è stato dialogo. ... L'ho accettato e basta. E siamo stati spazzati via e io sono qui e lui no. E mi piacciono le possibilità di vincere che abbiamo adesso".
LeBron James è il suo idolo. Russell è cresciuto guardando e ammirando LeBron James. A inizio mese ha rivelato di aver pianto quando ha visto James giocare di persona per la prima volta da bambino. E proprio grazie a LBJ è cresciuto. "Quando ero bambino e tiravo in sospensione, dicevo: 'Jordan! Kobe!'", ha detto Tone Russell, padre di D'Angelo a ESPN. "Lui no. Arrivava a schiacciare "calzini" su un canestro da basket appeso nella porta della stanza e diceva "Sono Bron!"". Un grande consiglio da LeBron l'ha ricevuto qualche anno fa. James l'ha contattato prima della sua unica stagione da All-Star nel 2018-19. "Gli ho chiesto come si facesse a diventare un giocatore più consistente", ha detto Russell. "Lui mi ha risposto: 'Leggo. Dormo. Mangio. La mia routine è perfetta'. Ho ricevuto lo stesso il messaggio. E onestamente, è stato lui il motivo per cui ho sviluppato una routine".