Aquila Trento, ultima diaspora? La licenza di EuroCup saprà portare nuove rotte?
L’Aquila Basket Trento si prepara a una nuova estate di cambiamenti, seguendo una filosofia ormai consolidata: gli italiani restano, mentre gli stranieri spesso salutano per cogliere opportunità in club più ricchi o in contesti di livello superiore. Il ruolo della società bianconera è ormai quello di incubatore di talenti e trampolino di lancio, come dimostrano i percorsi recenti di giocatori come Grazulis, Niang, Ellis e Cale, approdati successivamente in realtà di Eurolega. Anche quest’anno tutti i sei stranieri protagonisti della stagione 2025/26 hanno già ricevuto interessamenti.
Il nome più caldo è quello di Selom Mawugbe, centro che dopo due anni molto solidi a Trento è finito nel mirino di diversi club, tra cui il Besiktas, vicecampione di EuroCup, e secondo alcune indiscrezioni anche il Barcellona avrebbe effettuato dei sondaggi. Anche Dj Steward sembra destinato a un salto di qualità: nonostante un’opzione per restare un altro anno all’Aquila, le sue prestazioni avrebbero convinto la Virtus Bologna a puntare su di lui per portarlo in Eurolega. Situazione simile per Matas Jogela, seguito da squadre lituane e in trattativa con il Tofas Bursa, allenato dall’ex coach bianconero Massimo Cancellieri.
Non mancano poi gli interessamenti per gli altri protagonisti della squadra. Devante Jones piace alla Germani Brescia, che cerca un nuovo regista, Peyton Aldridge è nel mirino del Napoli Basket dopo la qualificazione in EuroCup, mentre Tortona avrebbe messo gli occhi su Khalif Battle. Anche Andrej Jakimovski potrebbe lasciare Trento: l’ala con formazione italiana e passaporto macedone è seguita dal Valencia, reduce da una grande stagione europea. Per l’Aquila si prospetta quindi un’altra possibile diaspora, ma la nuova licenza quinquennale di EuroCup potrebbe cambiare gli scenari.
La partecipazione europea garantita per più stagioni potrebbe infatti consentire al club di investire maggiormente sugli stranieri e provare a costruire roster più stabili, con contratti pluriennali e meno ricambi annuali. L’ennesima partenza di talenti potrebbe quindi rappresentare non soltanto la conferma di un modello vincente, ma anche il punto di svolta verso una nuova fase della storia dell’Aquila Basket.
Fonte: Corriere del Trentino