GBL - Benzina sul fuoco: intervengono le signore Nunn e Grant ad Atene

GBL - Benzina sul fuoco: intervengono le signore Nunn e Grant ad Atene

Ci sono sere in cui il basket smette di essere soltanto gioco e diventa un vortice di emozioni, accuse, difese e ferite aperte. La notte del titolo greco ha lasciato dietro di sé una scia di tensioni che non si è dissolta con la sirena, e al centro di tutto sono finiti Kendrick Nunn e Jerian Grant, trascinati in un racconto che ha coinvolto anche le loro famiglie. Mentre il video dell’alterco tra Nunn e Tyrique Jones iniziava a rimbalzare ovunque, la discussione si è spostata rapidamente fuori dal parquet, dove le parole hanno preso il posto dei colpi.

La prima a rompere il silenzio è stata Blen Kiya, compagna di Nunn, che ha scelto i social per difenderlo con ironia e orgoglio. “Se mai vedete il mio uomo combattere con un orso… AIUTATE L’ORSO” ha scritto, lasciando intendere che Nunn non avrebbe mai cercato lo scontro, ma sarebbe stato pronto a finirlo se provocato. Ha aggiunto che “nessuno di quei pugni è andato a segno, ma tu ne hai presi un paio”, rivolgendosi a Jones con un tono che mescolava sarcasmo e sfida. Poi, il messaggio più personale: “Ti amo 25, sono così orgogliosa di te. Sei un campione, un MVP e molto di più. Il tuo impatto è impeccabile”. Kiya ha voluto anche spiegare il contesto, ricordando che Nunn è “una delle persone più tranquille e gentili” e che “chiunque lo conosca sa che non ama il conflitto”, ma che “continue provocazioni e colpi bassi possono portare chiunque al limite”.

La voce più dura è arrivata da Emily Grant, moglie di Jerian, che ha trasformato la sua frustrazione in un’accusa diretta all’Olympiacos. “Quando siamo arrivati in Grecia, tanti tifosi mi avevano avvertita di quanto questa organizzazione fosse corrotta e sporca da anni” ha scritto, spiegando che solo vivendo la situazione sulla propria pelle ha capito cosa intendessero. Ha parlato di “fili tirati per questa squadra”, di un contesto in cui “non c’è mai una possibilità equa” e ha definito l’epilogo delle Finals “un furto totale”, aggiungendo che “i veri giocatori, quelli che rispettano il gioco, non hanno alzato quel trofeo con gioia”. In un messaggio privato poi condiviso, Jerian le ha chiesto: “Sii sincera. Hanno barato?”, e la risposta di Emily è stata immediata: “SÌ! SÌ, L’HANNO FATTO, JERIAN!”.

Il dato statistico più controverso, che fa pensare veramente tanto a esiti preordinati, è in quello dei tiri liberi. Nelle tre gare giocate al Pireo l'Olympiacos ne ha tirati 96 contro i 34 del Panathinaikos, e le gare sono finite con scarti di 6, 10 e 4 punti. Nelle due disputate al Telekom Center il Panathinaikos ha avuto 36 tiri liberi contro i 23 dei Reds, e le gare sono finite con scarti di 10 e 7 punti. In mezzo a tutto questo, resta l’immagine di una finale che non si è chiusa con la premiazione, ma con un’eco di accuse, sospetti e amarezza. Le parole delle due donne hanno dato voce a sentimenti che, nel mondo del basket, spesso restano sottotraccia. E mentre la stagione si chiude con un titolo e una polemica, la sensazione è che questa storia continuerà a far discutere ancora a lungo.

Redazione Pianetabasket.com
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