La NBPA interviene sui Bucks che non vorrebbero far giocare Antetokounmpo
In casa Milwaukee Bucks è scoppiato un vero e proprio scontro di visioni tra la dirigenza e la stella Giannis Antetokounmpo. Con un record di 29 vittorie e 42 sconfitte e le speranze di raggiungere il play-in ormai ridotte al lumicino a sole 11 partite dal termine della stagione regolare, la franchigia vorrebbe tenere a riposo il giocatore fino al termine del campionato. Per evitare ovviamente da una parte di vincere partite a questo punto inutili in ottica Draft, e per evitare eventuali infortuni nell'ottica di una possibile trade in estate. Antetokounmpo, sceso in campo solo 36 volte quest'anno e fermo dal 15 marzo per un'iperestensione al ginocchio sinistro con contusione ossea, è però di tutt'altro avviso e spinge per tornare sul parquet non appena riceverà l'ok dei medici. Questa divergenza, emersa inizialmente in un pezzo di The Athletic, ha sollevato un polverone mediatico che ha immediatamente attirato l'attenzione della National Basketball Players Association (NBPA).
Il sindacato dei giocatori non ha infatti tardato a far sentire la propria voce, rilasciando un durissimo comunicato contro la pratica del tanking che prende le difese del fuoriclasse greco. La nota ufficiale recita: "La Player Participation Policy è stata progettata dalla lega per responsabilizzare le squadre e garantire che quando un All-Star come Giannis Antetokounmpo è sano e pronto a giocare, sia in campo. Sfortunatamente, le politiche anti-tanking sono efficaci solo quanto la loro applicazione; i tifosi, i partner televisivi e l'integrità del gioco stesso continueranno a soffrire finché le proprietà agiranno indisturbate. Non vediamo l'ora di collaborare con l'NBA su nuove e significative proposte che affrontino direttamente e scoraggino il tanking".