Kerr espulso, Curry fuori per falli: una notte folle vede vincere i Clippers
Questa Clippers–Warriors all'Intuit Dome è una di quelle notti che si ricordano più per il caos che per le prestazioni individuali. Los Angeles porta a casa un 103-102 che pesa come una vittoria playoff, in una serata in cui deve rinunciare all’ultimo a James Harden per un problema alla spalla destra e si affida all’ennesima prova di sostanza di Kawhi Leonard, 24 punti e 12 rimbalzi, e alla sfacciataggine del rookie Kobe Sanders, autore di 20 punti che rappresentano il nuovo massimo in carriera. Golden State, che arrivava alla sfida forte di sei successi nelle ultime otto partite e di un momento di forma in evidente crescita, si aggrappa al solito Steph Curry (27 punti), ma il numero 30 litiga con il ferro dall’arco – 4/15 da tre, 9/23 totale – e soprattutto vede la sua serata finire nel modo più raro e beffardo possibile: il sesto fallo a 42,0" dalla sirena, il primo da dicembre 2021, lo costringe in panchina nel momento in cui il pallone pesa di più.
L’altro fotogramma chiave del match è l’espulsione di Steve Kerr, specchio di una partita ad altissima tensione: a 7'57" dalla fine il coach dei Warriors esplode di rabbia per un presunto goaltending non fischiato a John Collins, rincorre gli arbitri lungo la sideline, viene trattenuto a fatica dai suoi assistenti e finisce inevitabilmente negli spogliatoi, lasciando la gestione del finale allo staff. Nel frattempo i Clippers, pur con percentuali solo discrete dall’arco (10/29 complessivo, in un match in cui i Warriors rispondono con un pessimo 10/41), costruiscono il margine con un solido contributo corale: tutti i cinque titolari chiudono in doppia cifra, Collins aggiunge 18 punti, Kris Dunn ne mette 16 – oltre a conquistarsi quel fallo decisivo di Curry nel finale – mentre Ivica Zubac domina silenziosamente a rimbalzo con 11 carambole a protezione del ferro. È proprio nel quarto periodo che la partita sembra prendere la via dei Clippers: dopo che Golden State, sotto di larga misura, torna a contatto fino al -4 in avvio di quarto periodo, Leonard e Collins firmano un 16-7 che spedisce Los Angeles sul 94-81, il massimo vantaggio, prima della risposta d’orgoglio Warriors con un 9-0 – compresi sette punti in fila di Jimmy Butler – che riapre completamente i giochi e tiene acceso il pubblico.
Il finale è una sequenza di piccoli dettagli e grandi nervi. Butler, che chiude con 24 punti e conferma di essere il motore emotivo di questi Warriors versione veterani, guida il rientro, mentre Draymond Green – 12 assist e 0/6 dall’arco, nonostante una contusione alle costole rimediata tuffandosi su un pallone vagante e finendo addosso alla panchina – prova a dare ordine e durezza difensiva a una squadra che vive più di fiammate che di continuità.
Curry infila due triple consecutive che sembrano poter ribaltare l’inerzia, riportando Golden State sul -1, ma sul possesso successivo commette il fallo su Dunn a 42,0" dalla fine che gli costa la partita: il play dei Clippers segna entrambi i liberi per il 101-100, poi Brown e compagni completano il lavoro nei viaggi in lunetta e, nonostante un canestro di Green nel traffico per il -1, resistono all’ultimo tentativo di Butler, che si alza dal mid-range allo scadere ma vede il suo 16 piedi ballare sul ferro e uscire.