L'intervista a Taccetti, nuovo coach di Trieste: «La squadra ha dimostrato il suo potenziale, ora serve continuità»
Francesco Taccetti è il nuovo head coach della Pallacanestro Trieste. Una scelta che nasce dalla continuità del lavoro svolto in questi mesi e dalla fiducia costruita giorno dopo giorno, dentro la palestra e nello spogliatoio. Un percorso condiviso, fatto di presenza quotidiana, confronto costante e responsabilità vissute sempre al servizio del gruppo.
Dopo un anno e mezzo trascorso nello staff tecnico biancorosso, il tecnico classe 1977 assume la guida della prima squadra, portando con sé esperienza, metodo e una leadership fondata sull’ascolto e sulla comunicazione.
Arrivato a Trieste con un bagaglio professionale già significativo, Taccetti ha messo a disposizione del club competenze tecniche e organizzative maturate in un percorso non convenzionale: dalla laurea in ingegneria agli anni nel management aziendale, fino alla scelta di dedicarsi completamente alla pallacanestro. Dopo le prime esperienze nel settore giovanile e il lavoro con la prima squadra a Ravenna, ha proseguito il proprio cammino al fianco di coach Attilio Caja a Reggio Emilia, contribuendo a un percorso culminato con la finale di FIBA Europe Cup nel 2022. Successivamente, la Coppa Italia conquistata nel 2023 con la Pallacanestro Brescia ha rappresentato un’ulteriore tappa significativa di crescita, vissuta in un contesto di alta competitività e pressione. Un percorso costruito con metodo, studio e dedizione quotidiana, che oggi confluisce in questa nuova responsabilità alla guida della Pallacanestro Trieste.
Nel raccontare cosa significhi passare dalla panchina di assistente a quella di capo allenatore, il nuovo head coach biancorosso sottolinea il valore della continuità: “Alla fine l’unico reale cambiamento, soprattutto nel mio caso, è quello del ruolo formale. Il mio obiettivo è rimanere lo stesso tipo di allenatore che sono stato da assistente, perché penso che il lavoro portato avanti in questi quasi due anni e il rapporto costruito con la squadra non debbano cambiare rispetto a quello per cui sono nati. In questi mesi ho imparato tanto anche lavorando al fianco di Israel Gonzàlez, allenatore con esperienza di Eurolega e che ringrazio perché da lui ho imparato molto, è un bagaglio importante che porterò con me.”
Se si guarda invece all’identità che vuole vedere in campo da qui in avanti, il concetto è chiaro e concreto, lontano da proclami: “Credo che questa squadra abbia già dimostrato il potenziale che ha. Dobbiamo solo trovare le chiavi giuste per renderlo qualcosa che esprimiamo sul campo in ogni partita e quindi essere un pochino più consistenti ogni sera, ogni volta che scendiamo in campo.” Leadership, per Taccetti, significa prima di tutto relazione e comunicazione. Alla domanda su che tipo di guida voglia essere per il gruppo, la risposta è coerente con la persona prima ancora che con il ruolo: “Sicuramente un leader empatico, perché è come sono io come persona. Per me la comunicazione a tutti i livelli rimarrà una parte fondamentale del mio ruolo e questo è quello che voglio.”
Il rapporto costruito in questi mesi con roster, staff tecnico e tutte le persone che lavorano quotidianamente in palestra rappresenta una base fondamentale per affrontare questo nuovo incarico: “Fondamentale, perché in questo momento è chiaro che assumo un ruolo diverso con delle responsabilità, ma sono sicuro che queste responsabilità le riuscirò a condividere con tutti, a partire dai miei assistenti con i quali ho un rapporto super, con i giocatori e con tutto il resto dello staff, non solo coaching staff, ma anche con tutte le persone che ci aiutano in palestra e in ufficio tutti i giorni.”
Nel primo discorso da capo allenatore, il messaggio è stato diretto e autentico: “Ho detto ai ragazzi che sarò me stesso, che voglio essere la stessa persona che darà loro le più chiare indicazioni possibili per mandarli in campo e aiutarli a essere performanti. Gli ho detto che li guarderò in faccia tutte le volte che ci saranno cose da migliorare, dicendo la verità e costruendo un dialogo su come farlo, e soprattutto che continuerò a vivere questa avventura con tutte le emozioni del caso, perché le emozioni fanno parte del gioco e non possiamo nasconderle.”
Guardando al percorso personale e alle esperienze ad alta intensità vissute in carriera, il ricordo della Coppa Italia 2023 rappresenta una consapevolezza importante anche per il presente: “Sicuramente è un’esperienza indimenticabile nella mia testa e soprattutto nel mio cuore. La Coppa Italia è un evento in cui può succedere di tutto e i valori di partenza sono sempre molto relativi sulla partita secca. La chiave è essere pronti per giocarsela, essere presenti in ogni minuto della partita e imparare da quello che c’è dentro la gara per fare grandi risultati.” Continuità, consistenza ed empatia: sono queste le parole che accompagnano l’inizio di questo nuovo capitolo. Con la consapevolezza del percorso fatto e con la determinazione di costruire, giorno dopo giorno, l’identità biancorossa sul campo.