Denis Marconato: «Ed Croswell? Determinato e non si ferma mai, sarei felice di poterlo seguire ancora»
Il centro americano Ed Croswell si è rivelato uno dei tasselli fondamentali per la salvezza della Nutribullet Treviso (TvB), guadagnandosi il lusinghiero giudizio di una leggenda azzurra come Denis Marconato, da alcuni anni componente dello staff trevigiano. È toccato proprio a lui il compito di allenare il giocatore fin dal suo arrivo nella Marca, e il parere è netto: «Croswell? Gran lavoratore». Rievocando i primi giorni di lavoro, Marconato racconta: «Ricordo quando Ed approdò a Treviso. Era il martedì antecedente la Coppa Italia, un periodo in cui a tutti era stato concesso un po’ di vacanza. Ma non per me e per Marcelo che mi chiese di provare individualmente con questo ragazzo per testarne il valore fisico e tecnico. Per una settimana ci siamo allenati assieme: tattica, post basso, tiro. Finché un determinato movimento non gli riusciva alla perfezione insisteva per riprovarlo».
Croswell ha rappresentato per Treviso quella pedina mancante in post basso che la squadra cercava da mesi. Il confronto fisico quotidiano è stato fondamentale per l'inserimento dell'americano, come conferma lo stesso Marconato: «Mi ha detto più volte che potersi allenare con un coach della mia stazza era utilissimo, specie in uno contro uno. Dovevamo stare attenti, all'inizio dovevamo evitare i contatti per non correre rischi. Lui però moriva dalla voglia di entrare in palestra e ci fermavamo soltanto quando doveva rifiatare, dovendo smaltire due settimane di sosta da quando era stato messo fuori rosa a Napoli.». Nonostante dovesse ancora interiorizzare gli schemi e sincronizzarsi con compagni come Weber, Macura e Radosevic, la prima impressione è stata subito positiva, confermata già dai 15 punti e 5 rimbalzi nella prima amichevole a Castelfranco Veneto contro Trento.
Sebbene Croswell sia già migliorato in tante piccole cose, l'ex centro della Nazionale sottolinea come ci siano ancora ampi margini di crescita. Sulle sue potenzialità tecniche, Marconato spiega: «Ha una taglia intermedia tra il 4 e il 5, può lavorare sul tiro da fuori visto che la mano è morbida. Lui è una spugna, assorbe ogni indicazione. E ho visto passi in avanti anche in lunetta». Il futuro dell'americano rimane incerto, ma il coach trevigiano non nasconde il desiderio di poter continuare a lavorare con lui: «Ma se dovesse restare credo che sarà lui a chiamarmi per altre sedute. D'altronde in palestra doveva fermarci il resto dello staff, altrimenti lui voleva sempre continuare. E io sarei contentissimo di allenarmi con lui».