Jorge Garbajosa: “Tredici club non possono decidere come giocherà il resto del mondo”
Jorge Garbajosa, presidente di FIBA Europa, ha affrontato in un’intervista a Mundo Deportivo alcuni dei temi più delicati del rapporto tra FIBA, NBA Europe ed Eurolega, confermando che, nonostante i recenti incontri, non esistono ancora accordi concreti per ricomporre le tensioni tra le parti. Ha spiegato che la comunicazione con l’Eurolega è “molto buona” e che il suo rapporto con il presidente Dejan Bodiroga è “più che cordiale”, pur precisando che non si tratta di un’amicizia ma di una relazione professionale solida. Ha ricordato anche il buon rapporto con Paulius Motiejunas e con diversi dirigenti di club, sottolineando però che il nodo centrale non riguarda le relazioni personali, bensì il denaro e la presenza di investitori che vivono la pallacanestro come una passione. Ha citato la “gratitudine eterna” verso figure come Juan Roig o la famiglia Giannakopoulos, ricordando che esistono modelli in cui i club calcistici finanziano le sezioni cestistiche.
Parlando del confronto con la NBA, Garbajosa ha riferito che la lega americana si dice preoccupata per le perdite economiche dei club europei, evidenziando che non è lui ad affermarlo, ma che “sono i loro bilanci a mostrarlo”. Secondo quanto riportato, la NBA ritiene possibile arrivare a un modello sostenibile che generi profitti per lo sviluppo del basket. Garbajosa ha però ribadito che l’attuale struttura, con tredici club molto importanti, non può rivelarsi essere un sistema che impone al resto dell’Europa e del mondo come giocare, perché le finestre FIBA coinvolgono Africa, Americhe, Asia e Oceania. «Non possono dettare come giocherà il resto dell’Europa e del mondo» ha dichiarato, sottolineando la necessità di un equilibrio più ampio.
L’arrivo di Chus Bueno come nuovo CEO dell’EuroLeague, dopo la sua esperienza in NBA, non ha ancora cambiato la situazione. Garbajosa ha spiegato che “tutto è piuttosto simile”, pur riconoscendo che Bueno porta “maggiore empatia” grazie alla sua conoscenza del gioco e alla sua esperienza. Ha aggiunto che in passato le parti erano state vicine a un accordo, ma che alla fine non si era arrivati a una soluzione, e che ora si sta valutando se esistano margini per riprendere il dialogo. Ha poi commentato la decisione di Fenerbahçe e Asvel di restare in Eurolega, affermando che ciò non modifica i piani della NBA Europe, poiché quel settore è di competenza della lega americana, mentre la collaborazione riguarda altri aspetti. Ha concluso dicendosi ottimista sul futuro, spiegando che la NBA segue con attenzione ciò che fanno i club europei.