Il 2026 è l'anno della consacrazione per le giovanili della Valtur Brindisi
Se la prima squadra ha già chiuso la stagione, eliminata ai playoff da Verona, le giovanili della Valtur Brindisi stanno attraversando un periodo d’oro che non si vedeva da diverso tempo in città. L’U13, l’U15 e l’U17 sono campioni regionali e questi ultimi sono riusciti ad arrivare fino ai quarti di finale delle finali nazionali di Agropoli, dopo aver ottenuto una vittoria di assoluto prestigio contro la Virtus Bologna negli ottavi. Dietro questi risultati c’è lo sguardo attento di Mino Guadalupi, DS del settore giovanile della Valtur Brindisi che, con la direzione del GM Tullio Marino, ha saputo creare nel giro di pochi anni una base in grado non solo di sviluppare il talento di tanti giovani, ma anche di creare una struttura di far crescere i ragazzi, farli sentire parte di una comunità e di un progetto che sta diventando sempre più una solida realtà anche a livello nazionale. “La selezione che però mi sta dando maggiore soddisfazione - spiega Mino Guadalupi - è l’U13, composta solo da ragazzi brindisini che sono con noi sin da quando avevano 4 anni e che sono arrivati a giocarsi insieme le finali nazionali che ci saranno a Osimo il prossimo weekend”. Se Mino però si occupa della gestione e dello scouting, dal punto di vista tecnico, oltre al responsabile Gianfranco Patera, è stato l’innesto di Gianluca Quarta (Una carriera importante in squadre di club come Monteroni, Pescara, Nardò e Verona, Lecce e Reggio Emilia e con la Nazionale Italiana), a far fare il salto di qualità a una selezione importante come l’U17. “Gianluca è un tassello fondamentale, - continua Guadalupi - è una garanzia per chi sceglie di venire a giocare a Brindisi e soprattutto sa insegnare basket e mette tutti nelle condizioni di dare il meglio”. In un settore dove qualunque giocatore può svincolarsi liberamente alla fine di ogni anno, avere un allenatore del genere permette di creare una base solida e evitare il fuggi fuggi che potrebbe avvenire grazie ai richiami di società più importanti e strutturate nel centro nord. È anche grazie a lui se nelle finali di Agropoli un giocatore come Goffredo Errico ha fatto strabuzzare gli occhi agli scout di tutta Italia, soprattutto dopo la prestazione di 30 punti (6/8 da due e 5/9 da tre) che è risultata decisiva nella vittoria contro la Virtus Bologna. “Goffredo veniva da un anno difficile a Treviso - spiega Guadalupi -, ma a Brindisi ha trovato fiducia e soprattutto un allenatore come Quarta che lo fa giocare in più ruoli, compreso quello di portatore di palla, esaltandone le qualità. Ha un fisico tutto suo, molto diverso dallo stereotipo del centro verticale, ma ha una lettura e una comprensione del gioco superiore”. Gli fa eco Tullio Marino che spiega come il poter farlo giocare in Serie C (con l'ASSI Brindisi) e averlo integrato negli allenamenti con la prima squadra lo ha aiutato a lavorare in un certo modo e di capire come rapportarsi contro fisici più imponenti del suo”. Il percorso dell’U17 si è interrotto contro Trento, poi sconfitta in finale da Milano, ma Mino Guadalupi non ha rimpianti: “Trento investe tantissimo nel settore giovanile, era semplicemente più forte di noi. Dopo 4 partite in 4 giorni la stanchezza si è fatta sentire e non tutti i nostri giocatori sono pronti a questi ritmi, anche fisici, nonostante l’introduzione di un mental coach è stata una scelta che ha portato tantissimi effetti positivi sulla testa dei ragazzi.”
IL RISULTATO NON CONTA - In un mondo giovanile in cui la ricerca del risultato sembra essere l’unica direttiva da seguire, la Valtur Brindisi ragiona in modo diverso. “Ovviamente quando vinciamo siamo felici - continua Guadalupi -, ma non abbiamo mai inseguito il successo a tutti i costi e ne siamo orgogliosi. Da sempre il nostro unico obiettivo è la crescita dei ragazzi, il farli diventare giocatori e per farlo bisogna anche passare dalle sconfitte. Per questo scegliamo di giocare sempre sotto quota (l’U17 passerà in toto a giocare il campionato U19”) perché magari può capitare che delle volte si subiscano sconfitte pesanti, ma ci rendiamo conto che i ragazzi crescono più in fretta, migliorano e sono sempre più pronti. Seguiamo questa filosofia sin dagli albori, lo abbiamo fatto anche durante le finali NextGen quando non prendevamo giocatori in prestito e continueremo a farlo perché siamo convinti che questa sia la squadra da seguire”. Un aiuto importante lo danno anche le altre società presenti nel territorio, come l’ASSI e l’Aurora Brindisi che fungono da cantiere e permettono i ragazzi di affrontare un campionato con i senior. In particolare il progetto dell’ASSI in serie C è quasi unico nel suo genere. Una squadra costruita con ragazzi delle giovanili della Valtur e pochissimi senior che affronta un campionato duro come quello pugliese e fa capire ai ragazzi quanto sia complicato il passaggio al livello superiore. “A settembre sono dei pulcini, - quasi sorride dicendolo Mino Guadalupi - a novembre iniziano a far vedere che hanno capito la realtà in cui si trovano e marzo fanno delle cose che solo pochi mesi prima sembrava impossibile potessero fare”.
UNA GRANDE COMUNITÀ - Il percorso non si costruisce solo tramite il talento, ma anche tramite il coinvolgimento in primis delle famiglie dei giocatori che diventano i primi tifosi e animano le partite di tutte le selezioni. Non è cosa rara infatti vedere le famiglie dei giocatori dell’U15 presenti nelle palestre a tifare per la selezione U13 e viceversa. Grazie a questo anche l’integrazione di chi viene da fuori (le altre due stelline dell’U17 il senegalese Papa Mouhamed Thioye e l’argentino Fernandez Landra) ed è ospitato nella foresteria del club biancazzurro, diventa più semplice e naturale. Ci sarebbe da chiedere chi di questi ragazzi potrà un domani diventare un professionista, ma Tullio Marino non si sbilancia: “Chi può dirlo ci sono tante di quelle variabili che possono entrare in gioco che è impossibile dirlo adesso. Basti pensare a società che investono milioni del settore giovanile e poi solo una minima percentuale riesce a diventare professionista. Di certo potranno giocare a basket ad un buon livello”.
ADESSO LE STRUTTURE - Se i risultati sorridono non certo però si può dire lo stesso per le strutture presenti in città, con la società sempre intenta a barcamenarsi per trovare palestre disponibili e orari consoni per far crescere le nuove leve biancazzurre. “Se avessimo più palestre disponibili - chiude Tullio Marino - potremmo accogliere ancora più ragazzi e fare in modo di far crescere ancora di più il settore giovanile. Quindi se c’è una cosa che voglio chiedere proprio al Comune è quello di fornire spazi a questi ragazzi che vogliono solo giocare a basket per la squadra della propria città”.