Knicks, Brunson "Vinto perché concentrati possesso dopo possesso"

Knicks, Brunson "Vinto perché concentrati possesso dopo possesso"

Jalen Brunson ha raccontato lo stato d’animo dei New York Knicks dopo lo sweep inflitto ai Cleveland Cavaliers, un 130-93 che ha chiuso la finale della Eastern Conference e ha proiettato la squadra verso le Finals per la prima volta dal 1999. Il playmaker ha spiegato come l’approccio alle gare da dentro o fuori sia stato costruito su concentrazione e disciplina, sottolineando che la squadra ha saputo vivere ogni possesso con la giusta intensità. «Abbiamo giocato duro, con un pizzico di fortuna, ma soprattutto siamo entrati concentrati, focalizzati su un possesso alla volta, giocando forte per quel possesso e rimandando tutto il resto al futuro» ha detto Brunson.

New York ha chiuso la serie con un netto 4-0, dominando tutte le partite e arrivando a undici vittorie consecutive nei playoff, con un margine medio di 23.7 punti, un dato che racconta la continuità mostrata dalla squadra in ogni fase della serie. Brunson ha insistito sul fatto che la forza del gruppo sia stata la capacità di restare immersi nel presente, aggiungendo che «siamo rimasti concentrati nel momento e penso che dobbiamo continuare così». Gara-4 è stata un esempio evidente di questo atteggiamento, con i Knicks capaci di prendere il controllo fin dal primo quarto e di costruire un vantaggio che ha toccato anche i quarantacinque punti, limitando l’attacco dei Cavaliers dopo l’avvio energico di Donovan Mitchell.

Quando gli è stato chiesto se ci fosse stato un punto di svolta durante la stagione, Brunson ha respinto l’idea di un cambiamento improvviso, spiegando che «non credo che si sia acceso un interruttore» e che si sia trattato piuttosto del momento in cui le abitudini costruite nel tempo hanno iniziato a emergere con chiarezza. Ha poi descritto l’identità del gruppo, definendolo «molto altruista» e ricordando come ogni giocatore sia disposto a sacrificare qualcosa per il bene della squadra. Brunson ha aggiunto che l’impegno costante è stato il tratto distintivo del roster, dicendo che «tutti cercano solo di fare una cosa, vincere e che non importa chi segni o chi brilli, perché l’obiettivo è sempre quello di prendere la prossima».

Il playmaker ha parlato anche del valore della storia della franchigia e della presenza degli ex giocatori, spiegando quanto significhi vederli a bordo campo. «Conta davvero molto, perché quando sono lì fanno sentire la loro presenza e sono pieni di energia, è semplicemente ciò che sono» ha detto Brunson. Ha aggiunto che «è davvero una bella scena da vedere» e che la tradizione dei Knicks rende tutto ancora più speciale, soprattutto quando le leggende della squadra sono vicine al gruppo in un momento così importante. Quando gli è stato chiesto cosa provasse nel ricevere i trofei direttamente da icone della franchigia, Brunson ha risposto con naturalezza: «Non davvero, finché non me l’hai detto. Penso che sia davvero bello». New York ora attende la vincente tra Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs, con la consapevolezza di aver costruito un percorso solido e riconoscibile, guidato da un leader che ha saputo incarnare la mentalità di una squadra tornata a credere nelle proprie possibilità .

Redazione Pianetabasket.com
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