La rinuncia alla maglia azzurra: quando la memoria non aiuta

Senza tornare sulle motivazioni di Belinelli, forse di Datome e di altri, c'è un particolare che in molti hanno dimenticato e che da la cifra di come la nostra Federazione non abbia mai avuto il polso della situazione
17.06.2021 09:12 di Eduardo Lubrano Twitter:    vedi letture
La rinuncia alla maglia azzurra: quando la memoria non aiuta

Sulla rinuncia di Marco Belinelli alla Nazionale italiana che a fine mese sarà impegnata nel preolimpico in Serbia è stato scritto quasi tutto. Perché chi scrive queste righe non può dimenticare quell’estate del 2007 quando la stampa specializzata in basket – ed io ero in quel gruppo – fu convocata due volte nel salone d’onore del Coni per due conferenze stampa nelle quali l’allora presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, il prof. Fausto Maifredi ringraziava due giocatori italiani che pur avendo varcato l’oceano per giocare nell’NBA, avevano accettato, bontà loro, la chiamata della maglia azzurra per gli Europei di Spagna che si sarebbero giocati nel settembre di quell’anno.

Presente a quelle celebrazioni durante le quali poco ci mancava che dovessimo tutti abbassare la testa di fronte a cotanta generosità, il Gran Cerimoniere, Gianni Petrucci, allora presidente del Coni. La retorica e l’epica di quelle due giornate è simile a quella che sento e leggo oggi intorno alla bellissima sia chiaro, Nazionale di calcio di Mancini: roba da far impallidire Omero ed i suoi eroi. I nostri in questione, quelli delle conferenze stampa di Ringraziamento, si chiamano Marco Belinelli e Andrea Bargnani.

Oggi di fronte alla rinuncia di Belinelli, quello stesso Petrucci tornato a guidare la Federbasket, china idealmente la tesa e dice solamente “Ne prendo atto con dispiacere”. Forse perché della “Nazionale più forte di sempre” come ebbe a definirla lo stesso Petrucci, la squadra con Hackett, Belinelli, Datome, Gallinari e tutti gli altri purtroppo abbiamo parlato più di pugni contro gli avversari e rinunce, ma di vittorie o risultati poco. Anzi mai. Ognuno tragga le sue conclusioni e si faccia la sua idea.