LBF A1 Techfind: Famila Wuber Schio, missione compiuta, 11°scudetto

Partita perfetta della squadra di coach Dikaiolakous che in gara 4 a Bologna s'è presa d'autorità l'ennesimo titolo della sua storia
06.05.2022 08:00 di Eduardo Lubrano Twitter:    vedi letture
LBF A1 Techfind: Famila Wuber Schio, missione compiuta, 11°scudetto

Famila Wuber Schio, Campione d’Italia per la stagione 2021-22 per la LBF A1 Techfind. Il verdetto è arrivato in gara 4 della serie finale al Pala Dozza di Bologna con la vittoria delle ragazze di capitan Dotto e compagne per 69 ad 84 che ha chiuso la storia con la Virtus Segafredo Bologna sul 3 ad 1. Partita mai in discussone se non per qualche minuto del primo quarto. Ma il Famila ha dimostrato di aver fatto tesoro di tutto quello che in gara 3 aveva portato la Virtus a vincere ed allungare la serie. Il 31 a 50 di metà partita era già un segnale, specie per i 50 punti segnati dalle ragazze in maglia arancione di Schio.

Su tutto aleggia una grande G che è l’iniziale di tante parole che spiegano l’undicesimo scudetto della formazione veneta.

G come il grandissimo lavoro fatto dalla Virtus Bologna che aprendo le porte del Pala Dozza gratuitamente al pubblico ha portato 3476 persone sugli spalti, ed è stato uno spettacolo nello spettacolo. 

G come Sandrine Gruda, il centro di Schio che dopo aver sofferto molto in gara 3, ha risposto con una partita perfetta: 22 punti, 9 rimbalzi, un tempismo straordinario nel far uscire il pallone quando era troppo ben difesa e nel trovare sempre la compagna più libera.

G come glaciale ma anche gioiosa cioè Kitija Laksa, l’ala di Schio che di punti ne ha messi 21 ma soprattutto ha vinto il premio di MVP delle finali dopo aver vinto quello della Supercoppa e della Coppa Italia. Glaciale ogni volta che è servito un canestro, gioiosa con il suo bellissimo e quasi pudico sorriso al momento delle premiazioni.

G come Giorgia Sottana, una che di scudetti ne ha vinti 6 e che anche le aveva giocato male gara 3 e che invece nella partita decisiva ha fatto vedere tutta la sua classe giocando una serie di P&R con Gruda da antologia.

G come gattona, alias Martina Crppa, giocatrice silenziosa e quasi invisibile ma che quando conta pesa come poche sanno fare: difesa, palle recuperate, rimbalzi, tiri da 3, canestri e tutte quelle cose che il tabellino non può contemplare ma che fanno la differenza.

G come gioco quello di Schio, sempre in controllo, sempre fluido, sempre vario, sempre adatto e sempre in grado di leggere e risolvere i problemi che la difesa avversaria oppone.

G come Gruppo. In campo non c’è un gruppo di giocatrici che va più d’accordo di quello del Famila Schio, che parla davvero la stessa lingua tecnica ed emotiva.

G come Giorgios Dikaiolakous, il coach greco al quale la dirigenza di Schio ha affidato la missione di riportare dopo due anni il titolo a casa. Non solo c’è riuscito ma ha anche migliorato il gioco di una squadra che negli ultimi anni sembrava già troppo più forte di tutte.

G come generosità. Quella che le giocatrici di Bologna hanno messo in campo per tutta la stagione, con coach Lino Lardo e poi nelle finali con Angela Gianolla, un’altra G molto grande. Davvero brava ad esser lì,salda come una roccia e non farsi travolgere dagli eventi che altri le avevano rovesciato addosso.

Poteva far di più la Virtus? No.  Con questa Schio no. E la sconfitta va presa come pietra di paragone per crescere, lavorare su ciò che manca, alzare il livello di efficienza di alcune giocatrici più reclamizzate ma troppo sottotono contro il muro orange.