Thunder travolgenti: Oklahoma City domina i Warriors privi del Big Three

Thunder travolgenti: Oklahoma City domina i Warriors privi del Big Three
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Contro dei Warriors privi del loro storico Big Three, il rischio per il Thunder era quello di prendere sottogamba la serata, ma dopo qualche minuto di assestamento Oklahoma City decide di fare sul serio e la partita prende subito una direzione ben precisa. Shai Gilgeous-Alexander aggiusta la mira, sceglie i suoi tiri con calma chirurgica e, mentre l’attacco dei campioni NBA fatica a trovare la retina, la difesa di coach Mark Daigneault impone il proprio ritmo: Golden State viene tenuta a 8/23 dal campo nel primo quarto, il che basta e avanza per consegnare a OKC il controllo del punteggio sul 34-23. 

I Warriors però un sussulto lo hanno: tra fine primo quarto e inizio secondo si aggrappano all’orgoglio, con Brandin Podziemski che trova ritmo e Will Richard che abbina punti e presenza a rimbalzo per inaugurare il periodo con un 13-4 che li riporta fino al -2 (38-36). È il momento in cui la partita potrebbe davvero riaprirsi, ma il timeout di Daigneault cambia completamente l’inerzia: il messaggio dalla panchina è chiaro, e la reazione dei Thunder è da grande squadra. Chet Holmgren diventa un muro sotto il ferro, inchioda rimbalzi e stoppate, Aaron Wiggins e Ajay Mitchell cominciano a colpire con continuità dall’arco e nel giro di pochi minuti arriva la spallata che decide l’incontro: un devastante 19-0 che ribalta il tentativo di rientro dei Warriors e spalanca un margine di sicurezza (57-36). Moses Moody prova a limitare i danni, ma la tripla allo scadere di Lu Dort manda OKC all’intervallo addirittura a +19 (64-45), e il punteggio rispecchia alla perfezione la differenza di intensità vista nei primi 24 minuti.

Al rientro dagli spogliatoi la dimostrazione di forza del Thunder continua, e se possibile si fa ancora più netta: l’attacco di Golden State non riesce a salire oltre una misera percentuale dal campo che resta attorno al 32%, mentre Oklahoma City gioca con la tranquillità di chi ha il controllo totale dell’inerzia. Shai Gilgeous-Alexander si prende la scena segnando 14 dei 31 punti della sua squadra nel terzo periodo, gestisce possessi e ritmo a piacimento e l’allungo diventa una voragine che supera le trenta lunghezze di scarto (89-56). Da lì in avanti è pura amministrazione per i Thunder, con i Warriors che non hanno più le armi – né in termini di rotazioni né di fiducia – per rendere il finale competitivo e che devono già guardare alla prossima uscita, un back-to-back contro lo Jazz per provare a ritrovare il filo della vittoria.