Thunder a quota 30 vittorie contro i Warriors e ancora nella storia NBA
I Warriors si presentano a Oklahoma City senza il loro trio principale, con Stephen Curry, Jimmy Butler e Draymond Green lasciati a riposo, e i campioni in carica non si fanno pregare per sfruttare fino in fondo il vantaggio. Ne esce un 131-94 che dice di una partita mai davvero in discussione, ma soprattutto di un’altra tappa storica nella corsa dei Thunder: è la quarta vittoria consecutiva, vale il traguardo delle 30 vittorie stagionali – primi a riuscirci in tutta la NBA – e certifica qualcosa di ancora più grande, ovvero il fatto che questa squadra è la prima nella storia della lega a partire 30-5 (o meglio) per due stagioni consecutive. Dodici mesi fa, quel 30-5 era arrivato in mezzo a una striscia da 15 successi di fila, preludio a un 68-14 complessivo e, soprattutto, al titolo NBA 2024-25.
La domanda, inevitabilmente, adesso è solo una: fin dove potrà spingersi questa versione dei Thunder? Anche quest’anno la partenza è stata da urlo, con un 24-1 che sembrava addirittura migliorare il passo già irreale della scorsa regular season, prima di incappare in quattro sconfitte pesanti che hanno riportato tutto su binari più umani. Tre di questi stop portano la firma di Victor Wembanyama e dei suoi San Antonio Spurs, una delle poche squadre capaci, almeno per ora, di spezzare il ritmo di Shai Gilgeous-Alexander e compagni. Il cammino, però, resta quello di una franchigia che sta vivendo un “all-time run” a tutti gli effetti: continuità, profondità, identità tecnica chiarissima. E il calendario non rallenta: il prossimo capitolo di questa corsa alla storia s’intitola Phoenix Suns, avversario di livello per testare ancora una volta quanto siano pronti i Thunder a riscrivere, stagione dopo stagione, il proprio limite.