Con Avdija formato leader Portland affonda dei Pelicans in emergenza
Se qualcuno cercava conferme sulla crescita di Deni Avdija in maglia Blazers, la sfida contro New Orleans gliene ha offerte in abbondanza. L’israeliano firma una prestazione da leader vero, chiudendo con 34 punti e 11 assist in una serata in cui è la calamita di ogni possesso importante: attacca il ferro, punisce da fuori, mette in ritmo i compagni e soprattutto dà sempre la sensazione di avere la partita in mano. Portland, alla terza vittoria nelle ultime quattro, batte 122-109 dei Pelicans decimati ma guidati da un Zion Williamson da 35 punti, confermando di essere ben più viva di quanto non dica ancora la classifica.
E dire che New Orleans aveva cominciato come raramente si vede per una squadra così corta nelle rotazioni: 59% dal campo nel primo quarto, 37 punti segnati e la sensazione che, con più attenzione ai liberi (cinque errori su 13 già nel periodo inaugurale), il vantaggio iniziale potesse essere addirittura più ampio dei nove punti accumulati. Zion è immarcabile in avvio, Tookie Jeremiah Fears entra dalla panchina con personalità e i Pelicans, pur senza Saddiq Bey, Trey Murphy III e il rookie di impatto Derik Queen, sembrano avere abbastanza benzina per provare l’impresa. Ma come spesso succede la partita gira quando calano precisione e lucidità: nel secondo quarto New Orleans si pianta a 18 punti, tira 9/22 dal campo e soprattutto sbaglia tutte le sei triple tentate, aprendo la porta alla rimonta Blazers.
Portland fiuta il momento e colpisce con cinismo. Avdija ne mette 23 già all’intervallo, ma non è solo questione di punti: è lui a orchestrare il parziale che ribalta l’inerzia e spinge i padroni di casa sul 63-55 al riposo lungo. Attorno al suo playmaking, Donovan Clingan diventa un fattore mostruoso a rimbalzo offensivo – nove carambole solo sul ferro avversario – e trasforma tiri sbagliati in 24 punti di seconda opportunità, mentre Shaedon Sharpe attacca con decisione il perimetro e Caleb Love incendia la partita dall’arco con sei triple che allargano il campo e fanno saltare il sistema difensivo dei Pelicans. New Orleans prova a restare aggrappata con i punti di Fears, le iniziative di Jordan Poole e Karlo Matkovic e la presenza a rimbalzo di Kevon Looney, ma i 23 punti concessi sulle proprie 15 palle perse e il divario dall’arco (16 triple realizzate da Portland contro sole 8 dei Pelicans) pesano come macigni. Il resto è gestione, con i Blazers che amministrano il vantaggio nel secondo tempo e danno ulteriore sostanza a un periodo di calendario che potrebbe diventare lo spartiacque della loro stagione.