Trapani Shark, Garraffa: «È sporticidio». E punta il dito su Antonini, Petrucci e Gherardini e non solo

03.01.2026 19:30 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Fonte: La Repubblica
Trapani Shark, Garraffa: «È sporticidio». E punta il dito su Antonini, Petrucci e Gherardini e non solo
© foto di Telesud

Trapani si spacca sulle vicende della Shark, che ieri sera ha comunicato alla LBA e FIP la decisione di non partire per Bologna dove domani si sarebbe dovuta svolgere la gara contro la Virtus. Invece non ci sarà alcuna palla a due, con un 20-0 in arrivo oltre la multa da 50mila euro. Una situazione che appare oggi irreversibile quella del club granata, che nelle ultime stagioni aveva certamente avuto grande impatto sul basket italiano, prima vincendo il campionato di Serie A2, poi arrivando fino alle semifinali play-off alla prima stagione al piano di sopra. E ovviamente ora è caccia ai colpevoli, a partire dal patron del club Valerio Antonini. Anche se Vincenzo Garraffa, il primo presidente a portare il Trapani in serie A1 nel '91-92, punta il dito anche in altre direzioni parlando di sporticidio.

L'ex numero uno granata in questa vicenda salva soltanto i giocatori, «un gruppo di eroi», e ritiene che ci siano due vittime: «La città di Trapani e proprio gli atleti che fino all'ultimo hanno onorato la maglia e lo sport», guadagnandosi il primato in classifica con 10 vittorie e una sconfitta fino a quando la squadra era al completo. Per Caraffa le colpe, invece, sono di tanti: dal sindaco Giacomo Tranchida «che ha penalizzato la società che portava in giro per l'Italia il nome di Trapani», alla federazione che, «guidata da Gianni Petrucci, il peggior presidente della Fip di sempre, ha falsato il campionato con l'interpretazione delle regole». Sul banco degli imputati anche Maurizio Gherardini, il presidente della Lega Basket. «Lo conosco sin da quando era dirigente di Forlì e lo ritenevo di caratura internazionale. Ma il fatto che si sia allineato alla federazione per me è molto deludente». Garraffa non salva neanche Valerio Antonini. Gli investimenti li ha fatti, «fino ai 900 mila euro di qualche settimana fa», ma per Garraffa «avrebbe dovuto imparare a vivere, capendo che i grattacieli si costruiscono partendo dalle fondamenta. Non si può pensare di arrivare in alto, essendo arrogante e presuntuoso. Le regole ci sono e vanno rispettate. Non si costruisce facendo una guerra contro il mondo, perché, altrimenti, il mondo ti mette all'angolo, però federazione e Lega stanno compiendo uno "sporticidio", mortificando i risultati sportivi conseguiti dalla squadra solo per preconcetti e vessazioni». 

C'è ovviamente il tema tifosi. «Antonini all'inizio è stato definito un ciclone, e lo è anche oggi - spiega Ermanno La Commare, componente del gruppo di tifosi "Trapanesi Granata", tra quelli che seguono la squadra in tutte le trasferte - ma temo che dopo non rimanga più nulla. Oggi vedo che c'è una città spaccata, con i tifosi che litigano sul nulla, perché i presidenti vanno e vengono, ma la società resta. La più grande amarezza è proprio questa: la tifoseria si è dimostrata fragile, senza gli anticorpi per distinguere quello che di bello è stato fatto, da quello meno bello. I valori dimostrati nel corso degli ultimi mesi da questa società non rispecchiano gli ideali in cui ci siamo rivisti come veri tifosi».