Tatum torna dopo 10 mesi: emozione, ansia e gratitudine nel successo dei Celtics sui Mavericks
Il TD Garden ha riabbracciato Jayson Tatum dopo quasi dieci mesi di assenza, e il ritorno della stella dei Boston Celtics ha avuto il sapore di un nuovo inizio. Nel 120-100 rifilato ai Dallas Mavericks, il sei volte All-Star ha giocato 27 minuti a piccoli step, chiudendo con 15 punti, 12 rimbalzi e 7 assist. Numeri che contano, ma che passano in secondo piano rispetto al significato della serata. «Questo è stato davvero un passo molto importante per me. È un percorso lungo, e non è una decisione semplice da prendere. Ho ancora molta strada da fare», ha spiegato Tatum nella conferenza stampa del dopo gara, consapevole che il rientro è solo la prima tappa di un cammino ancora delicato.
Boston ha controllato la gara con una prova corale, sostenuta dai 24 punti di Jaylen Brown e dai 20 di Derrick White, ma gli occhi del Garden erano tutti per lui. Tatum non ha nascosto le emozioni del ritorno: «Mi sentivo davvero molto ansioso. Sono passate 42 settimane e mezzo dall’ultima volta che ho giocato una partita NBA. All’inizio mi sembrava di essere un passo indietro, ma poi il gioco ha iniziato a rallentare mentre mi rilassavo un po’. Molte persone hanno pregato per me e mi hanno mandato messaggi pieni di affetto. Sono grato a tutti quelli che negli ultimi dieci mesi si sono preoccupati per me». Dopo sei errori consecutivi al tiro, il ritmo è tornato naturale, accompagnato da un sentimento che Tatum ha voluto sottolineare: «Ero davvero grato. Ho provato un vero senso di gratitudine per essere di nuovo sul parquet e poter giocare a basket».
Non ci allarghiamo però: il futuro resta un percorso da costruire con calma. «Sì, abbiamo un piano. I minuti aumenteranno giorno dopo giorno. I piani possono cambiare, ma stiamo procedendo passo dopo passo», ha confermato. Tatum ha ricordato anche i momenti più difficili della riabilitazione: «Affrontare la riabilitazione e stare fuori è qualcosa di molto solitario. Per un po’ non ho potuto allenarmi. Sono molto grato ai miei compagni e ai miei allenatori per avermi aiutato ad arrivare a questo momento». Un pensiero speciale è andato a Nick, amico e compagno di recupero: «Ha avuto il ruolo più importante negli ultimi dieci mesi. Non sono mai stato più di 48 ore senza vederlo. Mi ha spinto quando dubitavo di me stesso. Una grande parte del motivo per cui sono riuscito a recuperare così velocemente è grazie a lui».
Boston ora guarda avanti con rinnovata fiducia, forte di un gruppo che ha saputo reggere l’urto dell’assenza della sua stella e che ora può reintegrarla gradualmente. Per Tatum, invece, è il ritorno alla normalità dopo mesi di incertezza: «Non ero sicuro di cosa mi avrebbe riservato il futuro. La squadra oggi è completamente diversa, ma il gruppo e lo staff hanno affrontato la stagione con grande impegno, competendo ogni singola notte». Una storia di resilienza, pazienza e gratitudine, che da oggi può finalmente ripartire dal parquet del TD Garden.