NBA, Vit Krejci: la “Linsanity silenziosa” che sta accendendo gli Atlanta Hawks
Vit Krejci sta vivendo una corsa “alla Linsanity”, ma in versione silenziosa: le sue percentuali stagionali lo collocano nel 95° percentile sia da due che da tre. Il ceco sta tirando il 69,2% da due e il 47,7% da tre, unico in lega a toccare entrambe le soglie tra i giocatori con più di 10 tentativi sia dalla media distanza che dall’arco. In aggiunta, vanta la seconda miglior effective field goal percentage tra chi supera le 50 conclusioni da tre in stagione, un profilo di efficienza raro che ha acceso fari insospettabili su Atlanta. Quello che è ancora più straordinario è che agli Hawks costa uno stipendio di appena $2,546,303 in un contratto quadriennale di 10,185 milioni di dollari complessivi.
La sua ascesa è ancora più notevole considerando l’inizio: fuori dalla rotazione a ottobre, per scelta di coach Quin Snyder . In quel contesto, Krejci ha guidato i giovani da point guard, mentre la tendenza è proseguita a inizio calendario con quattro DNP nelle prime sei gare. Le prime apparizioni sono arrivate solo per le assenze tra gli interni, finché le vittorie zoppicanti contro Nets e Pacers dopo lo stop di Trae Young hanno imposto a Snyder un cambio di rotta.
La svolta è stata l’ingresso stabile in rotazione, scelta che col senno di poi ha pagato: avvio discreto, impatto limitato, finché il blowout contro i Lakers ha segnato la prima gara davvero significativa. In 24 minuti, Krejci ha messo 17 punti grazie a tagli fluidi e letture pulite, un assaggio della sua combinazione di slashing e tiro che si sarebbe vista in pieno appena 24 ore dopo. Contro i Clippers, prestazione tra le più divertenti dell’anno: 8/10 da tre, con la tripla decisiva allo scadere di possesso, 28 punti, 3 rimbalzi, 2 assist e la stoppata sulla conclusione di Nic Batum per chiudere la partita.
Da quel momento è stato inarrestabile: nelle ultime dieci gare ha viaggiato sopra il 50% da tre su oltre sei tentativi a sera, convertendo a ritmo forsennato anche al ferro e dalla media. Il regresso statistico, prima o poi, arriverà: è difficile mantenere oltre il 50% dall’arco e restare nel 95° percentile da due per l’intera stagione. Ma il posto in rotazione è ormai cementato, anche con il rientro di Young: Atlanta ha trovato un “microwave” di movimento, capace di aprire il campo, punire in ritmo e dare identità offensiva quando serve.